GLI  ACARI

 

Gli acari sono  dei microrganismi  (0,5 mm) chiamati  artropodi e se ne conoscono migliaia di “specie”.

I più  noti sono il Dermatophagoides pteronissinus e farinae.

Possono vivere e crescere in ambienti differenti come sulle piante, sui fiori, sugli animali, sull’uomo, sull’acqua (anche in quella salata) ma soprattutto nella polvere di  casa (e quindi  sulla moquette, sui libri…), nei materassi, nei cuscini ecc.

 

Provocano allergie.

 

Si nutrono con :

I resti della desquamazione della pelle umana (forfore ecc)

Si trovano inoltre sulla muffa, sui corpi e frammenti di insetti.

Vivono e prolificano soprattutto nel letto (materassi e cuscini), sui tappeti e sulle moquette, sui e nei divani e poltrone, mobili imbottiti (testiere di letto), vestiti.

Trovano un habitat migliore nei centri rurali piuttosto che nei centri urbani; nelle zone tropicali rispetto a quelle temperate.

I periodi di maggiore presenza e diffusione degli acari sono la primavera e l’inizio dell’inverno.

 

 Consigli per la profilassi:

Controllare  la temperatura e l'umidità.

Gli acari  vivono e si riproducono bene ad una temperatura di circa 25-28° C e con umidità di circa il 75-80%.

Con l'aumento della temperatura non si riduce l’ umidità!

Con il tasso di umidità sotto una certa soglia gli acari non possono sopravvivere e non si alimentano.

Nelle case moderne non c'è ventilazione o comunque non è sufficiente per ottenere una adeguata profilassi.

Per di più il riscaldamento e il tenere ben chiuse le finestre per proteggersi dal freddo, creano nell’ambiente l’optimum per la riproduzione degli acari.

Le nostre case sono in genere eccessivamente umide. In pratica, se sui vetri si condensa il vapore (espressione di umidità) se ne deduce che nell'abitazione la concentrazione degli acari è probabilmente molto alta; questo vale anche se dovessimo riscontrare presenza di muffa.

  Provvedimento molto semplice può essere, in questi casi, praticare un foro nel vetro della finestra. In particolare la camera da letto non dovrebbe esse ubicata a pianoterra e dovrebbe essere sempre ber arieggiata.

 La stanza da letto a pianterreno è più ricca di acari così come la sala da pranzo a piano terra.

Non dovrebbe essere né troppo calda (Temperatura inferiore ai 20°C) mé troppo umida (umidità non superiore al 40-50%). Bene il deumidificatore, ancor meglio i condizionatori d’aria con filtri ad alta efficacia nel catturare particolati organici di piccole dimensioni

Per gli stessi motivi non è opportuno, anzi è sconsigliabile fare uso di umidificatori per il trattamento delle malattie respiratorie.

 Il pavimento della camera da letto dovrebbe essere liscio e, in ogni caso, vanno  evitate in tutti gli ambienti, moquette, tendaggi pesanti, carte da parati, peluches, poltrone imbottite, fiori secchi ecc. oggetti cioè che possono trattenere la polvere.

La moquette in casa è un fattore di rischio per la sensibilizzazione agli acari.  

Il caminetto, invece, ha un effetto positivo in quanto favorendo la ventilazione  fa diminuire l'umidità ambientale, e quindi riduce la presenza di acari nell'ambiente.

In cucina  è bene che sia istallata la cappa aspirante.

Sbattere i tappeti all’aria aperta.

Rimuovere i tappeti o usare tappeti che possono essere lavati in lavatrice.

La testiera e la base del letto  non devono essere imbottite, sarebbe un luogo idoneo per la nidificazione e proliferazione degli acari.

 

Fondamentale è il trattamento del materasso e del cuscino.

Gli acari, che vivono nutrendosi della forfora umana, sono soprattutto nel materasso e nel cuscino.

 Le feci dell'acaro, che sono il materiale più strettamente allergizzante, possono essere respirate dal bambino. Inoltre hanno un certo peso e si sollevano di pochi centimetri rispetto al piano sul quale sono depositate. Non restano in sospensione nell'aria ma tendono a depositarsi rapidamente (entro una ventina di minuti).

Il materasso di latice può essere responsabile di sensibilizzazione al latice stesso; inoltre anch'esso viene colonizzato dagli acari.

Il materasso di latice si sgretola facilmente e all'interno dell'involucro il processo di sgretolamento è ancora più accentuato.

I cuscini sintetici aumentano il rischio di asma e possono essere responsabili di asma grave.

 Nei cuscini sintetici la concentrazione di “acari” è molto più elevata rispetto al cuscino di piume.

Il cuscino sintetico in breve tempo, dopo circa tre mesi, è molto colonizzato.

Non è importante il materiale con il quale è fatto il cuscino; ciò che è importante è la trama della fodera che nel cuscino sintetico è molto più larga rispetto al cuscino di piume e permette il passaggio del materiale alimentare per gli acari.

L'introduzione del cuscino sintetico potrebbe essere stato un fattore importante nell'incremento della prevalenza delle malattie allergiche negli ultimi decenni.

Per quanto riguarda il cuscino di seta grezza va rilevato che esso viene sensibilmente colonizzato dagli acari e la seta stessa è molto sensibilizzan- te.

Usare fodere (coprimaterassi e copricuscini) semimpermeabili che sono  risultate efficaci in tutti gli studi effettuati e vanno pertanto consigliate.

Se si considera come parametro la persistenza dell'acaro dopo un anno, la fodera a maglie strette risulta più efficace degli acaricidi.

Fodere e acaricidi possono essere usati insieme.  Con  l'uso simultaneo si può avere un miglioramento clinico già dopo sei settimane.

 Solo i coprimaterassi e i copricuscini sono autenticamente efficaci e sono fondamentali nel trattamento  del soggetto con allergia agli acari.

La soluzione migliore è conservare il proprio materasso e il proprio cuscino e coprire entrambi con le suddette fodere.

 Sono validi i tessuti fatti con le cosiddette microfibre che non permettono il passaggio delle forfore e degli acari, ma permettono il passaggio dell'aria.

I coprimaterassi e i copricuscini debbono essere lavati ogni 2 mesi - 2 mesi e mezzo a temperatura di 55-60° C altrimenti anche su di essi si possono accumulare gli acari e viene meno il loro effetto protettivo.

Sotto l'anno di età non è necessario utilizzare il coprimaterasso ma si può utilizzare un materassino di spugna che va lavato ogni mese.

La culla è estremamente colonizzata dagli acari, specialmente se sotto c'è lana merinos.

Eliminare i piumoni. l piumini d'oca o si lavano ogni due settimane o si coprono.

 

Lavaggio della biancheria da letto. Per quanto riguarda il lavaggio di lenzuola e coperte, bisogna ricordarsi che con il lavaggio a temperature oltre 60°C tutti gli acari muoiono, mentre nell’acqua tiepida gli acari si moltiplicano.

Se non si vuole giungere a quelle temperature si possono utilizzare 5 ml di olio di eucaliptolo (si compra in erboristeria) aggiunto all'usuale detergente. Si fa poi il normale ammollo con acqua a 30° per 30-60 minuti.

Il lavaggio delle lenzuola deve avvenire con frequenza settimanale; le coperte debbono essere lavate almeno ogni mese.

Usare divani in pelle o divani foderati con lo stesso tessuto semimpermeabile usato come coprimaterasso.

 L'acaro non affoga ma riesce a circondarsi di un involucro aereo che gli permette di respirare anche nell'acqua. Muore tuttavia nel congelatore, muore di freddo, il pupazzo di peluche non va quindi lavato ma messo nel congelatore e poi riscaldato.

    Sui vestiti ci sono usualmente da 100 a 1000 acari.

Vanno lavati a 55-60°C; se non possono essere lavati, mettere gli abiti nel congelatore come i pupazzi di peluche.

Nel lavaggio manuale utilizzare 20 ml di olio di eucalipto in 10 litri di acqua.

 Per fare l'ammollo dei vestiti si possono usare 3 ml di benzilbenzoato in 10 litri di acqua.

Pulire spesso ed accuratamente la casa (anche i termosifoni), spolverare con panni mumidi.

 

Uso dell'aspirapolvere. L'aspirapolvere nuovo riduce la concentrazione di ”acari”.  Va rilevato che non sarebbe possibile, secondo alcuni, aspirare con l'aspirapolvere gli acari vivi; si aspirerebbero, al contrario gli acari morti, competitori dei dermatofagoidi.

L'acaro appartiene alla classe degli aracnidi e ha otto zampe. La presenza di queste otto zampette facilita l'ancoraggio degli acari ai tessuti per cui la pulizia, anche fatta con aspirapolvere, non sempre è in grado di eliminare gli acari sia vivi sia morti.

L'uso dell'aspirapolvere, da solo, non è in grado di modificare l'iperreattività bronchiale; l'uso simultaneo dell'aspirapolvere e del coprimaterasso è in grado, viceversa, di deter­minare una riduzione di essa.

Gli aspirapolvere devono avere filtri ad alta efficienza, sia in entrata che in uscita altrimenti possono aerodisperdere gli allergeni. Per tali motivi non vanno utilizzati modelli con motori e sistema di raffreddamento all'esterno ma il motore e il sistema di raffreddamento debbono essere in linea con l'apparecchio.

 Sono inoltre necessari filtri HEPA (filtri ad elevata efficacia per l'aria particolata).

Gli aspirapolvere ad acqua, inoltre, sarebbero preferibili per la capacità dell'acqua di trattenere la polvere e di evitarne, pertanto, l'aerodispersione; tuttavia, secondo vari autori, nessuna differenza ci sarebbe fra l'aspirapolvere ad acqua e centralizzato, rispetto a quello convenzionale, nella capacità di ridurre gli acari.

In conclusione, l'aspirapolvere, da solo, non è un mezzo sufficiente per un'adeguata profilassi ambientale, nemmeno se con filtro HEPA: esso è molto utile in associazione con gli altri provvedimenti e, per questo, non è indispensabile che sia di altissimo livello e molto costoso.

Le pulizie con l'aspirapolvere vanno eseguite a finestra aperta.

La pulizia a 100°C sarebbe in grado di uccidere gli acari e  di denaturare gli allergeni, ma gli allergeni di gruppo 2 resistono a temperature di 100 °C per 10 minuti.

Non stendere la biancheria in casa.

Per le pulizie domestiche utilizzare un panno umido e non eseguirle in presenza del bambino.

Non tenere in casa animali domestici con pelo o piume!

 

      Acaricidi. L'uso di acaricidi (benzoil-benzoato), è considerato di discreta utilità per quanto non sia ancora definitivamente confortato da sufficienti studi. Il benzoil-benzoato è il migliore fra gli acaricidi, vengono utilizzati anche il piriniphos metile e la natamicina.

L'acido tannico  determina una denaturazione delle proteine allergeniche, sia degli acari che dei gatti, che però dura solo 1-2 mesi.

Gli acaricidi sono efficaci, in laboratorio, su tappeti e moquette; non sono efficaci su materassi, cuscini e divani perché hanno un'azione esclusivamente di superficie.

Gli acaricidi vanno usati solo nei casi in cui tappeti, moquette e divani non possono essere rimossi, ma debbono essere usati più frequentemente di quanto consigliato dalle case produttrici. Quindi non due volte l’anno ma ogni due mesi.

Possono essere molto utili se usati insieme con coprimaterassi e copricuscini; in particolare un accorgimento può essere quello di trattare il materasso prima di avvolgerlo nel coprimaterasso.

Esistono in commercio degli spray impermeabilizzanti specifici che creano una sorta di barriera contro la diffusione degli acari.

 

Altitudine. Al di sopra di una certa quota gli acari non sopravvivono. Esempio di ciò è il centro per bambini asmatici di Misurina, in Trentino (alt. 1756 m.). Il soggiorno a Misurina è in grado di ridurre i parametri di BHR e di flogosi:

 

La mancata sopravvivenza degli acari, a certe quote, sulle nostre montagne, è dovuta essenzialmente al ridotto tasso di umidità e non all'altitudine in quanto tale.

 

 

  Bibliografia:

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