BAMBINO IN SOVRAPPESO

 

 

Sul mio sito giungono sempre più spesso domande riguardanti “ il sovrappeso del bambino”.

E’ un problema che interessa ormai sempre più il mondo industrializzato.

Lo “stile di vita” dei nostri figli è cambiato.

I bambini, una volta, scendevano per strada a giocare a palla, altri, più fortunati, andavano all’Oratorio dove qualche giovane prete si prendeva cura di loro facendoli giocare, qualche rara volta la scuola permetteva che si svolgesse, una volta l’anno, un incontro  di calcio  tra classi  su campi sterminati sterrati.         Ed i ragazzi di allora si accontentavano.

Oggi il problema è un altro!

I nostri figli hanno altri interessi, sono attratti da ciò che il mondo industriale gli propone, dalla TV ai Videogames, al “motorino il più presto possibile”  ecc…, si muovono poco e inconsciamente diventano sempre più pigri, demotivati  al movimento!

Bisogna innanzitutto cambiare il loro  stile di vita

Gli esperti hanno scritto montagne di libri, altri hanno promosso convegni, congressi ma il bla..bla..bla.. non giunge alla gente . Non esiste una ponte di congiunzione tra quello che dicono gli esperti e la popolazione.

Comunque rispondo con poche striminzite righe (non mi è concesso molto spazio). per riassumere alcuni  concetti di base:

Cambiare il loro stile di vita. Come

 

  1- Aumentando l’attività fisica

a)       In ambito familiare : aiuto in casa

                                      aiuto nel sociale                               

                                      aiuto ,se possibile,in campagna

                                      andare a scuola, se possibile, non usando l’automobile

                                      mangiare regolarmente senza “saltare” i pasti specie la prima colazione

                                      non guardare la TV durante i pasti

                                      bandire cibi “grassi” e bevande dolci (merendine, bibite ecc.)

                                      invitare il bambino a consumare pasti piccoli e frequenti (ricorrendo all’utilizzo di piatti piccoli)

                                      limitare la visione della TV  e l’utilizzo dei videogames

 

b)      In ambito scolastico: promuovere maggiormente l’attività fisica e lo sport (gare di  

               nuoto, di corsa, di calcio, fra  classi) e questo oltre i pochi minuti dedicati all’educazione fisica.

               Sostituire i distributori di bibite con quelli di acqua

               Sostituire i distributori di merendine con quelli di frutta

               Incentivare i bambini a consumare la frutta nella “seconda colazione”

 

c)       In ambito individuale indirizzare - a seconda delle attitudini individuali 

                         - ad uno sport insegnando le regole fondamentali (scuola di calcio,ecc.)

 

d)       Limitare al massimo le attività sedentarie o comunque quelle che

       limitano il dispendio energetico:   TV

                                                         Videogames

                                                         Internet ecc.

 

            2- Dando un’educazione alimentare

                                                                                            

Si deve incentivare un alimentazione che comprenda tutti gli alimenti

prevalentemente frutta e verdura.

         Si devono abolire o limitare cibi grassi e quelli zuccherati (anche le

bevande zuccherate).

          Al bambino si deve offrire un’alimentazione bilanciata, non cedere ai suoi capricci.

         

          Soprattutto nella seconda colazione a scuola  dovrebbero sparire pizze, merendine,  per far posto a latte magro, yogurt magro e frutta.

         Nella sua alimentazione quotidiana quindi devono essere limitati al massimo (per non usare la parola proibiti) gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro ecc), snacks salati (patatine ecc.) e cibi ad alto contenuto di zuccheri che la pubblicità maschera  come “portatori di energia” ma che sono delle vere “bombe caloriche”. Sarebbe opportuno anche limitare lo stesso pane bianco o all’olio, riso “bianco”, pasta bianca….

        Seguire invece, un’alimentazione ricca di sostanze vegetali, frutta, pane, pasta e riso integrali (ricchi di fibre), carne preferibilmente bianca e a giorni alterni. Legumi gli altri giorni.

         Al posto della carne si può dare,  almeno una volta a settimana, il pesce, formaggio solo quello a basso contenuto di grassi (tipo ricotta), prosciutto solo quello magro, uova.

        Da uno studio risulta che il 20-40 % dei bambini in sovrappeso  tendono a considerarsi pigri, egoisti e … scarsamente intelligenti, ad isolarsi socialmente, ad avere scarso impegno sociale e scarsi risultati a scuola.

Questa sintomatologia tende ad attenuarsi fino a scomparire con la normalizzazione del peso.

       Questi sono i consigli generali ma ogni bambino  ha il suo pediatra a cui rivolgersi per risolvere il problema personale e/o le varie situazioni familiari che non possono essere standardizzate.

       Così la scuola, dal Preside agli insegnanti, nei vari Consigli possono invitare il  medico scolastico ed il dietologo per avere un indirizzo comune, seguire delle regole e prendere dei provvedimenti in sintonia  con i  genitori dei ragazzi.

       La presenza del medico scolastico per me è basilare.

       In una scuola, mi ricordo, frequentata da bambini la cui maggioranza era in sovrappeso (alcuni addirittura obesi) in un Consiglio d’Istituto i genitori si lamentavano all’unisono che la mensa scolastica offriva cibo insufficiente ……!!!

       Questo dimostra che nella famiglia alberga ancora il concetto che il loro figlio più mangia  più acquista benessere e salute. Sì, proprio così, valutano  la salute in chili.

       E’ vero che i genitori hanno tanti più problemi che nel secolo passato non esistevano, ma l’informazione (e non la disinformazione televisiva) è compito delle Istituzioni.

A noi, poveri pediatri,  non rimane altro che continuare a salire sul pulpito (ahimè alto pochi centimetri) e predicare!

       Ci ascolteranno o faranno finta di ascoltarci?