Cambiare “lo stile di vita”

Bambino in sovrappeso o bambino obeso:

 

                         ….ma come si cambia lo “stile di vita”…?  Domanda rivoltami più volte sia personalmente,sia telefonicamente, sia via e-mail.

 

Velocemente, perché è stato già trattato  diffusamente in altri articoli, ribadisco il concetto fondamentale: il bambini imita ciò che vede fare dai genitori, dal fratello maggiore.

Pertanto sono i genitori, la famiglia, che debbono  seguire un corretto stile di vita, una giusta alimentazione bilanciata. In altri termini, debbono  loro dare il buon esempio!

E’ questo il primo, basilare punto di partenza.

 

Cambiare il loro stile di vita. Come ?

 

  1- Aumentando l’attività fisica

a)       In ambito familiare : aiuto in casa

                                      aiuto nel sociale                               

                                      aiuto, se possibile, in campagna

                                      andare a scuola, se possibile, non usando l’automobile

                                      mangiare regolarmente senza “saltare” i pasti specie   

                                                                         la prima colazione

                                      non guardare la TV durante i pasti

                                      bandire cibi “grassi” e bevande dolci (merendine,     

                                                                                                    bibite ecc.)

                                      invitare il bambino a consumare pasti piccoli e

                                      frequenti (ricorrendo all’utilizzo di piatti piccoli)

                                      limitare la visione della TV  e l’utilizzo dei videogames

 

b)      In ambito scolastico: promuovere maggiormente l’attività fisica e lo sport  

                 (gare di nuoto, di corsa, di calcio, fra  classi) e questo oltre i pochi                          minuti  dedicati all’educazione fisica.

               Sostituire i distributori di bibite con quelli di acqua

               Sostituire i distributori di merendine con quelli di frutta

               Incentivare i bambini a consumare la frutta nella “seconda colazione”

 

c)       In ambito individuale indirizzare - a seconda delle attitudini individuali 

                         - ad uno sport insegnando le regole fondamentali (scuola di                                                                                                                                                                                                  calcio,ecc.)  

d)     Limitare al massimo le attività sedentarie o comunque quelle che

       limitano il dispendio energetico:   TV

                                                         Videogames

                                                         Internet ecc.

 

            2- Dando un’educazione alimentare. Ricordando che sono  i genitori che per primi debbono  dare il “buon esempio”, seguendo un “corretto stile di vita”.

                                                                                 

Si deve incentivare un’ alimentazione che comprenda tutti gli alimenti

prevalentemente frutta e verdura.

         Si debbono abolire o limitare i cibi grassi e quelli zuccherati (anche le

bevande zuccherate).

          Al bambino si deve offrire un’ alimentazione bilanciata, non cedere ai suoi capricci.

          Soprattutto nella seconda colazione, a scuola,  dovrebbero sparire pizze, merendine,  per far posto a latte magro, yogurt magro e frutta.

         Nella sua alimentazione quotidiana quindi debbono essere limitati al massimo (per non usare la parola proibiti) gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro ecc), snacks salati (patatine ecc.) e cibi ad alto contenuto di zuccheri che la pubblicità maschera  come “portatori di energia” ma che sono delle vere “bombe caloriche”. Sarebbe opportuno anche limitare lo stesso pane bianco o all’olio, riso “bianco”, pasta bianca….

        Seguire invece, un’alimentazione ricca di sostanze vegetali, frutta, pane, pasta e riso integrali (ricchi di fibre), carne preferibilmente bianca e a giorni alterni. Legumi gli altri giorni.

         Al posto della carne si può dare,  almeno una volta a settimana, il pesce, formaggio solo quello a basso contenuto di grassi (tipo ricotta di mucca), prosciutto solo quello magro, uova.

        Da uno studio risulta che il 20-40 % dei bambini in sovrappeso  tendono ad essere considerati pigri, egoisti e … scarsamente intelligenti, ad isolarsi socialmente, ad avere scarso impegno sociale e scarsi risultati a scuola.

Questa sintomatologia tende ad attenuarsi fino a scomparire con la normalizzazione del peso.

       Questi sono i consigli generali ma ogni bambino  ha il suo pediatra a cui rivolgersi per risolvere il problema personale e/o le varie situazioni familiari che non possono essere standardizzate.

       Così la scuola, dal Preside agli insegnanti, nei vari Consigli può invitare il  medico scolastico ed il dietologo per avere un indirizzo comune, seguire delle regole e prendere dei provvedimenti in sintonia  con i  genitori dei ragazzi.

       La presenza del medico scolastico per me è basilare.

       In una scuola, mi ricordo, frequentata da bambini la cui maggioranza era in sovrappeso (alcuni addirittura obesi) in un Consiglio d’Istituto i genitori si lamentavano all’unisono che la mensa scolastica offriva cibo insufficiente ……!!!

       Questo dimostra che nella famiglia alberga ancora il concetto che il loro figlio più mangia  più acquista benessere e salute. Sì, proprio così, valutano  la salute in chili.

       E’ vero che i genitori hanno tanti più problemi che nel secolo passato non esistevano, ma l’informazione (e non la disinformazione televisiva) è compito delle Istituzioni.

A noi, poveri pediatri,  non rimane altro che continuare a salire sul pulpito (ahimè alto pochi centimetri) e predicare!

       Ci ascolteranno o faranno finta di ascoltarci?

 

 

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