Cenni storici sul livello di colesterolo nel soggetto in età evolutiva

e malattia cardiovascolare

 

La relazione tra i livelli di colesterolo nel bambino e la malattia cardiovascolare iniziò ad essere messa in evidenza intorno al 1950 nel corso degli studi autoptici su soldati americani.

Furono individuate delle alterazioni nelle arterie coronarie e nell’aorta che i ricercatori ipotizzarono legate all’aterosclerosi.

In uno dei primi studi pubblicati nel 1953, Enos ed i suoi collaboratori (1) descrissero nelle arterie coronarie di giovani americani asintomatici (deceduti nella guerra di Corea) un ispessimento fibrinoso e delle placche

lipidiche. Benché questi soldati non avessero sintomi di malattia cardiovascolare, il 35% di quelli esaminati avevano un qualche visibile ma insignificante  restringimento, il 39% avevano una stenosi tra il 10 e il 90%, e il 3% avevano una stenosi completa di uno o più vasi coronarici. Solamente il 23% avevano delle arterie coronarie che apparivano macroscopicamente normali (1).

 McNamera ed i suoi collaboratori (2) condussero uno studio simile rafforzando questi risultati con l’esame del cuore di soldati americani uccisi in azione nella Guerra del Vietnam. Anche se l’incidenza delle lesioni

era talvolta inferiore rispetto a quella trovata nei soldati dello studio in Corea, McNamera trovò un significativo numero di lesioni nelle arterie coronarie; il 45% dei soggetti avevano delle lesioni aterosclerotiche identificabili ed il 5% avevano una malattia grave (2).

Questi due studi documentarono che il processo di aterosclerosi inizia nei giovani adulti, molto prima di quanto si pensasse precedentemente, e che può procedere sino ad uno stadio avanzato ma senza sintomi.

Altri ricercatori riuscirono a dimostrare che le modificazioni aterosclerotiche iniziano precocemente nei bambini, oltre che nei giovani adulti studiati da Enos e McNamera.

 

 

 

 

Holman ed i suoi collaboratori (3) esaminarono l’aorta di pazienti morti per causa violenta, dalla nascita all’età di 26 anni, in un distretto di New Orleans. Essi trovarono delle strie lipidiche nell’ aorta di bambini già nella prima decade di vita e nelle arterie coronarie di bambini nella seconda decade di vita.

La prevalenza delle alterazioni dell’intima era estremamente elevata e tutti i soggetti con età di 3 anni o più grandi avevano delle strie lipidiche

nell’aorta che interessavano dall’1% all’80% della superficie del lume (3).      

       La prevalenza delle lesioni aterosclerotiche nelle arterie coronarie in questi giovani adulti stimolò ulteriori indagini. Stary (4) esaminò le arterie coronarie di 1.160 bambini e giovani adulti utilizzando la microscopia elettronica e trovò che il 17% dei bambini di età inferiore ai 5 anni sottoposti ad autopsia avevano delle alterazioni microscopiche che si correlavano con le strie lipidiche e con le placche fibrinose, ripiene di macrofagi contenenti lipidi o cellule schiumose.

        In un gruppo di età appena maggiore (12-14 anni) il 65% dei bambini aveva delle cellule schiumose e l’8% aveva delle lesioni più avanzate (3).

Questo lavoro utilizzò una tecnologia relativamente nuova per dimostrare che le modificazioni dell’arteria coronaria sono comuni anche in giovane età e che esistono diversi tipi di alterazioni, alcune delle quali occludono il lume dei vasi. Tuttavia, non era del tutto chiaro se le strie lipidiche progredissero sino alle placche fibrinose, e se questi reperti patologici fossero responsabili dei sintomi attribuiti alla malattia cardiovascolare.

 Altre ricerche hanno esaminato l’associazione tra l’aterosclerosi e la malattia cardiovascolare. Lo studio effettuato da Strong e dai suoi collaboratori (5) in Louisiana, ha esaminato 4.737 soggetti, di età compresa tra 10 e 39 anni, sottoposti ad autopsia, dimostrando un’associazione tra la prevalenza di aterosclerosi dell’arteria coronaria e quella della malattia cardiovascolare. Essi hanno confermato i risultati dei precedenti ricercatori.

 

 

 

 

 Le modificazioni nelle arterie coronarie, benché raramente evidenziate nei pazienti al di sotto dei 10 anni, sono presenti nel 90% di quelli con un’età superiore ai 20 anni. Inoltre, tutti i soggetti delle aree dove la prevalenza di malattia cardiovascolare era elevata avevano nelle loro arterie coronarie delle strie lipidiche.

Esisteva inoltre un’elevata incidenza di strie lipidiche in coloro che provenivano da aree con un’incidenza inferiore di aterosclerosi, ma non tutti i pazienti avevano un interessamento dell’arteria coronaria (5).

Questi reperti rafforzavano la teoria che la malattia aterosclerotica fosse associata al rilievo delle strie lipidiche e/o delle placche fibrose in coloro che provenivano da aree geografie con un’aumentata incidenza della malattia.

 

Bibliografia

1- Enos WF, Holmes RH, Beyer JC: Coronary disease among United

States soldiers killed in action in Korea. J A M A 1 9 5 3 ; 1 5 2

:1090–1093.

2- McNamara JJ, Molot MA, Stremple JF, Cutting RT: Coronary 

 Artery disease in combat casualties in Vietnam. J A M A 1 9 7 1 ;

 2 1 6 : 1 1 8 5 –1187.

3-Holman RL, et al: The natural history of atherosclerosis. Am J

Pathol 1958;34:209–235.

4- Stary HC: Evolution and progression of atherosclerotic lesion in

coronary arteries of children and young adults. Arteriosclerosis Sup-

plement I 1989;9(I):I–19–I–32.

         5-.Strong JP, McGill HC Jr.:The pediatric aspects of atherosclerosis. 

        J. Atheroscler Res 1969;9:251–265.

 6- Sarah De Ferranti. Nader Rifai -Journal of Clinical Ligand Assay

 2001; 24: 33-42.