Come si misura la Pressione Arteriosa


La pressione arteriosa è determinata da tre fattori principali:
• dalla quantità di sangue che viene immessa in circolo durante dalla sistole e sua viscosità (ematocrito)
• dalla forza di contrazione del cuore
• dalle resistenze offerte dai vasi (arterie e vene) al passaggio del flusso sanguigno;
Sulla base di ampie osservazioni l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha definito normotensione per l'adulto di media età a riposo una pressione compresa fra 140/85 mmHg.
La condizione ottimale sarebbe quella di mantenere la Pressione Arteriosa su valori di 120/80.

Quelli che seguono sono i consigli dati dal Ministero della Salute da seguire nella misurazione della pressione arteriosa:
• Permettere al paziente di rimanere seduto per alcuni minuti in una stanza silenziosa prima della misurazione della pressione arteriosa;
• Prendere due misurazioni con un intervallo di 1 o 2 minuti e un’altra ancora se le prime due differiscono molto;
• Usare un bracciale standard (12-13 cm di lunghezza e 35 cm di larghezza) ma averne anche uno più grande e uno più piccolo da utilizzare rispettivamente per braccia grosse e sottili. Usare il bracciale più piccolo per i bambini;
• Tenere il braccio all’altezza del cuore, qualunque sia la posizione del paziente;
• Riferirsi ai toni I (comparsa battito) e V (scomparsa) di Korotkoff per identificare rispettivamente la pressione arteriosa sistolica e diastolica;
• La prima volta misurare la pressione arteriosa in entrambe le braccia per identificare possibili differenze dovute a patologie periferiche vascolari; eventualmente prendere come riferimento il valore più alto all’auscultazione;
• Nei soggetti anziani, nei diabetici, nei pazienti in trattamento e in tutti i casi in cui si sospetti un’ipotensione ortostatica, misurare la pressione arteriosa dopo 1 e dopo 5 min che il paziente ha assunto la posizione eretta;
• Misurare le pulsazioni cardiache (30 s) in posizione seduta, dopo la seconda misurazione.
 

 

 


N.B. il fumo ed il consumo di alcuni alimenti (il caffè, ad esempio) possono contribuire ad alterare i valori pressori. Per queste ragioni, nel caso si sospetti un’ipertensione, è consigliabile effettuare diverse misurazioni in differenti momenti della giornata:
-) prima della colazione del mattino,
-) prima di pranzo o almeno due ore dopo il pasto di metà giornata.
Dopo un’attività fisica, per qualche ora, la pressione potrà risultare alterata: per questo motivo è meglio attendere oppure misurare la pressione prima dell’esercizio fisico. Ovviamente, i fumatori dovranno astenersi dal fumo per almeno un’ora. È opportuno inoltre ricordarsi di urinare prima della misurazione: è meglio non avere la vescica piena.


Apparecchi elettronici

Gli apparecchi elettronici certificati come sicuri dalla Comunità Europea e validati secondo il Protocollo Internazionale, richiedono una manutenzione modesta, purché vengano utilizzati correttamente. In primo luogo, è necessario verificare che manicotti e tubi di gomma non presentino lacerazioni o siano danneggiati. In genere un uso frequente dell’apparecchio può richiedere la sostituzione di un bracciale all’anno. Le batterie vanno rimosse se l’apparecchio non si usa per molto tempo, per evitare che la fuoriuscita di acido possa danneggiare lo strumento.
Se usati regolarmente e con attenzione, gli apparecchi andrebbero calibrati rispetto ad una colonnina di mercurio una volta all’anno. La vita media di uno strumento elettronico utilizzato con cura è in genere non inferiore a 5 anni.
Per la taratura occorre collegare tra loro, mediante un connettore a T, il bracciale, l’apparecchio elettronico e la colonnina di mercurio. Quindi il bracciale deve essere avvolto attorno ad una bottiglia. Si preme quindi il tasto per la misurazione e durante la deflazione si legge la corrispondenza tra i valori riportati sul display dello strumento e quelli sulla colonnina di mercurio graduata. Differenze sensibili (>3 mmHg) tra la misurazione fornita dal misuratore elettronico e dallo sfigmomanometro a mercurio sono indicativi della necessità di sottoporre lo strumento ad intervento di manutenzione presso un laboratorio specializzato.