DIETA + PALESTRA

 

E’ un concetto semplice a parole ma difficile  da mettere in pratica!!!

Seguire una dieta è forse molto impegnativo, ci sono i controlli a cui sottoporsi, e…non c’è la pazienza di  pesare il tutto e preparare secondo il menù suggeritoci, poi c’è la palestra: è troppo distante, non ha gli orari comodi e poi siamo troppo stanchi alla sera o troppo indaffarati durante il giorno!…  Sono tutte scuse che mettono la nostra coscienza a posto. Ma non facciamo autocritica ! Non ci accusiamo di essere troppo  pigri, che entriamo in crisi se troviamo  che l’ascensore non funziona o se costretti a rinunciare alla macchina o se il telecomando si è rotto e dobbiamo alzarci dalla poltrona in cui siano sprofondati per cambiare canale!!!

   Diciamo la verità: non vogliamo  né pensiamo di voler dedicare un po’ di tempo e un po’ di sacrificio per il nostro corpo ( che poi significa pensare alla nostra salute).

      Anzi esultiamo quando l’industria inventa delle altre macchine meravigliose che ci permettono di  continuare a crogiolarci nella nostra pigrizia e ci consentono di svolgere il meno lavoro possibile ( lavoro muscolare, intendo). Quante volte ci viene da esclamare: “ ma come facevano le nostre nonne a lavare i panni lungo il fiume o ad andare a rifornirsi di acqua alla fonte per l’esigenze domestiche.” E come facevano a “ fare il pane”, settimanalmente o a recarsi a piedi allo “ Scalo”per prendere il treno…

     E’ vero che ognuno di noi è preso dalla propria attività lavorativa, da impegni familiari, da “hobby” il più delle volte sedentari; non vogliamo perdere un programma televisivo  tantomeno rinunciare a quelle trasmissioni che riguardano lo sport… Lo sport degli altri, cioè gli altri sono protagonisti e noi – comodamente in poltrona- seguiamo i commenti dei … non sportivi.

      Mettersi a dieta!!  Ma mettersi a dieta  non è sinonimo di non mangiare. E’ forse sinonimo di abbandonare le “abbuffate”. Significa non mangiare troppo, che non bisogna esagerare. Bisogna mangiare  “poco di tutto” ed i vari nutrienti (e questo è un po’ più difficile da spiegare) debbono essere rapportati tra di loro.     

    Cioè le proteine, i grassi e gli zuccheri debbono avere un determinato rapporto.

 Per dimagrire non è sufficiente quindi, mangiare molto poco, perché se si  priva l’organismo del cibo e lo facciamo lavorare, si perdono soprattutto acqua, zuccheri, grassi.

    Mi spiego. Quando “alla macchina uomo” manca il carburante, cioè i nutrienti, questa,  per poter camminare, comincia a “ bruciare” prima gli zuccheri ed il grasso di deposito, ed infine può intaccare anche le riserve di proteine. Inoltre la nostra macchina, cioè il nostro organismo, deve avere anche la giusta carburazione, se vogliamo che questa proceda senza intoppi.

    Siete troppo giovani voi che leggete queste righe o io troppo vecchio…. Ma anni fa, prima che inserissero nelle automobili l’iniezione elettronica, c’era il cosiddetto

“ carburatore” in cui arrivava il carburante, ma se questo carburante (opportunamente miscelato con dell’aria) era troppo “ricco”, il carburatore si “ ingolfava” e l’auto si fermava o non partiva.

   Così il nostro organismo, il carburante cioè i nutrienti (proteine, grassi, zuccheri) debbono essere opportunamente rapportati tra di loro altrimenti il nostro “ motore”, non va, o meglio rende di meno, possiamo accusare stanchezza precoce, mal di testa, svogliatezza, intestino pigro, per non dire stitichezza e via dicendo.

   E’ per questo che non si può fare il “fai da te”, ma bisogna sempre stare sotto continuo controllo medico sia perché si deve “ dosare ” il dispendio energetico “extra” (cioè quanto esercizio fisico “extra” si deve eseguire, ad esempio, in una palestra) sia perché si debbono quantificare le “calorie”, sotto forma di nutrienti che si devono introdurre e questi, come dicevo, devono avere un certo rapporto tra di loro.

    Ecco perché le diete basate su un solo alimento, o quasi, come le diete in cui prevalgono le proteine (dieta dell’astronauta) o quelle in cui le verdure hanno un ruolo preminente ( dieta del minestrone) sono considerate da noi, ridicole e fortemente criticabili… Anzi non sono nemmeno degne di attirare la nostra attenzione… Sono le cosiddette “ diete dei rotocalchi”,  le diete per i creduloni !!!

   Quindi niente diete miracolose!  Tantomeno ricorrere ai farmaci: i cosiddetti farmaci antifame o bruciacalorie…

   Tutti criticati e condannati dalla classe medica (tranne casi sporadici, ma si tratta dell’2 % della popolazione). Sono farmaci per i “disendocrini”!!!

    Ma la sconsiderata richiesta di “ farmaci antifame”, la facilità con cui si pubblicizzano farmaci o pseudo farmaci “ i fregasoldi” che promettono miracoli, l’altrettanta facilità di “ accontentare” la domanda, ci spiegano la nuova piaga sociale, con  gli innumerevoli effetti collaterali e complicazioni, che questi farmaci provocano, compresi i decessi.

      Forse è per questo motivo che proprio sfruttando le difficoltà di attuare un regime dietetico, si è assistito ad una enorme proliferazione di pubblicazioni su tale argomento e che, promettendo miracoli, propongono suggerimenti dietetici ( a volte cervellotici ma che fanno presa sul grosso pubblico) per una facile riduzione di peso.

   Quello che trascurano questi testi, è la personalizzazione  del regime dietetico ipocalorico.

   Ed ora cerchiamo di spiegare senza dilungarci, e molto schematicamente, il rapporto che debbono avere i nutrienti tra di loro, tanto è vero che si chiama

     Alimentazione “ equilibrata” o “bilanciata” o “Dieta della Salute”

-Proteine: 10-13 % e di queste      50% vegetali

                                                      50% animali

-Grassi:    25-30% e di questi      33 % di grassi monoinsaturi |

                                                                              | grassi vegetali:olio di oliva

                                                    33 % di grassi polinsaturi    |

                                                    33 %     “       saturi (grassi animali:   

                                                                                              burro,lardo,strutto)

  -Carboidrati 60-65% e di questi 10-15% oligogosaccaridi (zucchero)

                                                     85-90% polisaccaridi (pane, pasta,riso ecc.)

   Le Proteine dunque debbono essere presenti nella nostra alimentazione solo per il 10-13% della quantità totale delle calorie giornaliere! E se poi pensiamo che la metà di queste debbono essere di origine vegetale (le  troviamo nei legumi, nella soia e in minor quantità in tutti gli altri nutrienti vegetali) e l’altra metà di natura animale (carni sia cosiddette “rosse” o “bianche” e pesce), si capirà che  pur essendo indispensabili debbono essere presenti  solo in modeste quantità nella nostra alimentazione quotidiana.

   I Grassi poi, solo il 25-30 % e per ben 2/3 devono essere di origine vegetale (olio di oliva) e solo 1/3 di origine animale (li troviamo nel latte, nel burro, nei formaggi, nel  grasso di prosciutto, nel salame, nella pancetta…), ma bisogna fare attenzione perché in un comune pranzo vi sono il 50 % di grassi nascosti.

   I Carboidrati, infine, il 60-65 % del totale, ma solo il 10-15 % di questo devono rappresentare gli zuccheri  semplici,  cioè lo zucchero comune, che troviamo nei dolci, nei gelati, nella marmellata…, il rimanente 85-90 % nel  pane, nella pasta, nel riso ecc… ove i carboidrati sono sotto forma di Carboidrati  Complessi.

   E la frutta e le verdure? Senza dilungarmi troppo, debbono essere presenti nella nostra alimentazione quotidiana con circa g 250 dell’una e g 250 delle altre.

   Ora ditemi come si fa – senza l’aiuto di un computer – a mantenere,in una dieta, tali rapporti?

 

   Il dispendio energetico è la quantità di calorie  che noi spendiamo- quotidianamente- per far “ lavorare” il nostro organismo. Cioè la quantità di benzina che ci occorre per far camminare  la  nostra “macchina” umana.

   Il dispendio energetico totale è la somma di vari dispendi energetici ! Mi spiego: anche quando non ci muoviamo, stiamo cioè fermi, il nostro organismo consuma calorie, poche, ma ne consuma. Ne consuma per respirare, per digerire, per far lavorare il cuore, il cervello ecc.

   Altre calorie vengono consumate per poter svolgere le nostre normali attività  quotidiane: lavarsi, vestirsi, camminare ecc.

   Altre ancora per esplicare la nostra attività lavorativa, l’impiegato, ad esempio consumerà meno di un agricoltore o di un metalmeccanico.

   Altre ancora per svolgere la nostra vita extralavorativa, i nostri Hobby ecc.

   Ora tutte queste calorie che “noi” spendiamo, variano- come potete ben immaginare- da individuo ad individuo, da sesso a sesso e nello stesso individuo  da un periodo di tempo ad un altro periodo di tempo, da un giorno all’altro. Ebbene- dicevo- tutte queste calorie che noi spendiamo le dobbiamo introdurre ( o se vi piace reintegrare) con  le calorie che troviamo negli alimenti e che introduciamo  mangiando!

      Quando le entrate (calorie introdotte con la dieta quotidiana) sono uguali alle uscite (calorie spese  con l’attività fisica), il bilancio è in equilibrio: la lancetta dell’esempio, infatti, indica  0.  Si ottiene il mantenimento del peso corporeo.

      Quando le entrate superano le uscite, il bilancio energetico è positivo, il che vuol dire che si determina un aumento dei depositi  adiposi (grasso). Si ottiene quindi un aumento del peso corporeo

       Quando infine,  le entrate sono inferiori alle uscite, avremo una diminuzione dei depositi di “grasso” ed otterremo una diminuzione dei tessuti adiposi e quindi perdita di peso.

 

    Ed ora qui sta il nocciolo della questione! Se le calorie che noi introduciamo con l’alimentazione sono uguali a quante ne spendiamo: non aumenteremo né perderemo il nostro peso. Il  nostro peso corporeo resterà costante! (Prima ipotesi)

   Se invece- come più spesso accade- la nostra alimentazione è più ricca di calorie rispetto a quante  ne spendiamo, queste si  tramutano in “sostanze grasse” e vanno a depositarsi nel “ tessuto adiposo” formando la cosiddetta “pancetta o “cosciotte” per non dire “sederone”,  quindi  aumentiamo il peso corporeo.(Seconda ipotesi)

   E questo è quello  che accade normalmente al giorno d’oggi. Perché c’è abbondanza di cibo, siamo ghiotti, troviamo ogni pretesto per festeggiare e i festeggiamenti si riducono  a farci delle abbuffate a bere alcoolici . Non solo, ma ci vantiamo, il giorno dopo, di avere “festeggiato” avendo mangiato questo, poi quello,  poi ancora questo ed il tutto innaffiato da ecc. ecc. In altri termini abbiamo introdotto varie  centinaia, per non dire migliaia di calorie !!

   Terza ipotesi : se invece introduciamo poche calorie rispetto a quante ne spendiamo, la nostra macchina dopo aver bruciato queste calorie che abbiamo introdotte con l’alimetazione, va a “sciogliere” per bruciarli, i grassi ( da cui utilizzare le calorie) che si trovano nel “ tessuto adiposo di deposito ”  e quindi cominciamo a dimagrire.

   Quindi la conclusione logica di tutto questo discorso è la seguente: bisognerebbe nutrirsi con tante calorie quante ne sono necessarie al nostro organismo per sopperire al nostro dispendio  energetico, vale a dire a quante ne spendiamo. Meglio se i nutrienti ( che contengono  le calorie) hanno un rapporto tra di loro.

   Se vogliamo dimagrire quindi: dobbiamo introdurre meno calorie ( con una dieta ipocalorica personalizzata) e, ancora meglio, associando alla dieta un… dispendio energetico maggiore, svolgendo cioè un’attività lavorativa che ci faccia consumare tante calorie da  far bruciare  anche i grassi che si trovano nel tessuto adiposo di deposito!!

 Dove si può “lavorare” in allegria e consumare molte calorie ? In una palestra !!

Ecco quindi spiegato lo slogan

                                Palestra + Dieta = Dimagramento

   Cerchiamo  ora di completare questo discorso dando un certo metodo.

   Vediamo passo passo quale procedura viene effettuata quando si presenta un individuo che vuole dimagrire.

                                                   

 

       Metodologia: Per prima cosa lo si sottopone ad una serie di controlli. Primo fra questi quelli ematologici (gli esami del sangue) per escludere ( o evidenziare) eventuali alterazioni del suo metabolismo o scoprire  patologie fino a quel momento silenti! Quante ne sono state scoperte in persone che si ritenevano in perfetta salute !!!

   Quindi  si controllano il peso e  la statura, da cui si può  rilevare il B.M.I. (= Body Mass Index) o Indice di Massa Corporea  che si ricava per mezzo di una formula : Peso in Kg : Statura ( in cm) al quadrato.

   L’Indice di Massa Corporea è il parametro più utilizzato per valutare il grado di “peso” e quindi il grado di obesità. Tale indice è correlato con il grasso corporeo, tenendo soprattutto presente l’età ! Tale indice è, fino ad oggi, il metodo maggiormente utilizzato anche nella pratica clinica.

    Se siete curiosi di conoscere se siete Normopesi, il risultato di tale formula deve essere al di sotto di 25 (cioè tra 18,5 e 24,9). Se il risultato  è tra 25 e 29,9, vuol dire che siete in sovrappeso “moderato”; da 30 a 39,9  si può parlare di obesità ; superiore a 40, siete malati di obesità severa.

Quanto più alto è il B.M.I. tanto maggiore è il rischio di andare incontro a malattie: da quelle vascolari (ipertensione, infarti, ictus cerebrali ecc) a quelle metaboliche (diabete ecc.)

Ad esempio:  è stato stabilito che il valore  27 di Body Mass Index  rappresenta il valore soglia al di sopra del quale aumenta il rischio di contrarre malattie.

 

 

Poi vengono rilevati altri dati antropometrici, cioè le varie circonferenze e le varie misure dei segmenti corporei, vale a dire si misura la circonferenza del tronco, dell’addome e degli arti ecc.

Il calcolo del rapporto vita/fianchi, è il parametro più semplice per la valutazione dell’indice di “distribuzione centrale e periferica del tessuto adiposo”. Anche questi parametri ci indicano lo stato di salute e gli eventuali rischi di contrarre malattie.

    Quindi  il soggetto  viene sottoposto ad un esame plicometrico attraverso il quale si stabilisce la percentuale di massa grassa e di massa magra.

 

La plicometria cutanea, infatti, quantifica la percentuale del tessuto adiposo e della massa magra globale, ma si può estendere anche ai vari distretti. Lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo varia nelle diverse sedi del corpo. Esplorandole, oltre al grasso totale, è possibile definire anche la sua distribuzione e l’eventuale distrettualità del tessuto adiposo sottocutaneo.

(Vi sono anche altre tecniche tra cui  mi piace  ricordare: l’impedenzometria , l’ecografia, la tomodensitometria.)

     Se il sovrappeso è dovuto ad un’abbondanza di massa grassa si dovrà stabilire un preciso programma per la sua diminuzione. Se, invece, vi è una sovrabbondanza di massa magra (muscoli) non si può più parlare in questo caso di sovrappeso tantomeno di obesità, ed è pertanto controproducente sottoporre il soggetto ad un regime dietetico al solo scopo di raggiungere il suo peso  teorico (e che in questo caso non rappresenta più il suo peso ideale).

 

E’ il medico che stabilisce qual è il peso che il soggetto deve raggiungere e non bisogna avere come  obiettivo “il peso ideale”, estratto da questa  o da quell’altra formula.

Il peso ideale è come la moglie o il marito ideale! Non esiste!!! E’ solo un punto di riferimento!

       Stabilito “l’individuo” come  soggetto  che deve perdere peso, si  programma  sia  il   dispendio energetico cui deve sottoporsi (attraverso un’attività fisica, per esempio) sia una  dieta bilanciata ipocalorica anche (e soprattutto) tenendo  conto proprio del  dispendio energetico del soggetto ( e quindi del dispendio energetico basale: cioè quelle calorie che si perdono o che si spendono, in stato di riposo), della  sua attività lavorativa (che comporta  anch’essa un dispendio energetico), dei suoi gusti, delle sue abitudini, del suo lavoro.

   A questo punto si stila  una dieta ipocalorica bilanciata con l’ausilio del Computer e contemporaneamente si programma quanto “dispendio calorico” deve- o meglio può perdere il soggetto, si programmerà cioè una tabella con un preciso programma di esercizi (ciclette, apparecchi vari, tapis roulant ecc.) cominciando con carichi di lavoro piuttosto modesti e aumentando gradatamente a seconda delle sue capacità di lavoro ( e quindi di sopportazione di carichi di lavoro).

   Come la dieta sarà personalizzata e “riveduta” periodicamente, così il programma di “lavoro” sarà modificato nel tempo.

   Tutto progressivamente, tutto per ottenere e/o … mantenere la salute!

   E’ chiaro  che il dispendio energetico di un impiegato sarà differente da quello di un contadino come si deve tener conto delle attività extralavorative che possono anch’esse provocare un dispendio energetico, ad esempio, se il soggetto usa o meno l’auto, l’ascensore e via dicendo.

   Dietologo  e palestra sono quindi  i pilastri su cui si basa il dimagrimento, ne siamo tutti convinti!

   Il grasso non “ colpisce” solo gli adulti, ma anche i bambini e questo… con grande gioia dei genitori!! I quali si sentono con la coscienza a posto se il figlio mangia molto e si rallegrano nel vederlo grasso! Anzi entrano in crisi se per un giorno il loro figlio si è nutrito di meno ( magari perché si è fatto  un’abbuffata di merendine od altre bombe ipercaloriche). Così corrono dal medico per avere “vitamine” o qualcosa che “ gli faccia  tornare l’appetito”. Pochi sono i genitori, che chiamerei “responsabili”, che vanno dal medico quando vedono che il loro figlio è “grassoccio”.

   Ma come si fa a farlo capire?  Come si può far capire che l’obesità è sinonimo di NON salute, di rischio di malattie?

   Circa due terzi dei pazienti affetti da “diabete di tipo 2” sono obesi.

   La prevalenza di “intolleranza al glucosio” ( una volta veniva chiamato prediabete) fra gli obesi è molto alta.

   Tutti gli obesi, infine, sono spiccatamente “insulino-resistenti”.

   Tanto è vero che al recente Congresso della Società Italiana di Pediatria si è stabilito che l’obesità si chiama “Diabete di Tipo 2 ”. Tradotto in parole povere: un futuro poco roseo, una spada di Damocle sulla testa del loro figlio.

    Tutti i Pediatri italiani (e non) sono allarmati per l’alta percentuale di bambini in sovrappeso ed obesi  nell’adolescenza ed anche nell’età preadolescenziale, e in molti di loro si sono riscontrati i primi “ segni ematologici “del diabete di tipo 2 “ che fino a qualche anno fa veniva considerato una malattia dell’età adulta! Questo tipo di diabete ha registrato ultimamente un aumento del 30 % dei casi in età infantile e adolescenziale.

L’ incremento di tale patologia è da riferirsi soprattutto all’aumento dei casi di obesità in età pediatrica che ha raggiunto un andamento epidemico e che, nei bambini come negli adulti, insieme alla familiarità ed alla razza, rappresenta il più considerevole indicatore di rischio.

   Ancora una volta, sempre in questo Congresso, è stata ribadita la necessità di un intenso “training” inteso come “movimento” che miri a modificare lo stile di vita promuovendo l’attività fisica ed adottando uno schema alimentare corretto.

    Quindi anche in quest’ultimo Congresso di Pediatria si è ribadito il concetto che bisogna “ far muovere” i nostri figli (non lasciarli davanti alla TV o al computer, magari mangiando un bel panino imbottito …) incentivandoli affinchè svolgano un’attitività fisica qualunque essa sia  e poi controllare la loro alimentazione. Non  bisogna dar loro qualunque cosa  purché mangino! Bisogna educarli a mangiare tutto, dalla verdura alla frutta. Dando eventualmente, anzi soprattutto, il buon esempio.

   Molte sono le iniziative intraprese dai responsabili della salute pubblica.  Negli U.S.A. si è pensato di mettere addirittura una tassa sugli obesi!!!

   In alcune scuole private  della Sabina si terranno cicli di conferenze riguardanti l’alimentazione, in quelle pubbliche purtroppo, la burocrazia è un ostacolo un po’ troppo difficile da superare.

   Non parliamo poi della malattia del secolo: i tumori. Sappiamo ormai tutti la stretta relazione esistente tra alimentazione e insorgenza dei tumori. Come sappiamo  che dopo l’intervento chirurgico  per l’asportazione del tumore viene consigliata, oltre alla “chemio”, anche una “ adeguata alimentazione”, specie in alcuni tumori, come quelli del seno!!....

         E le malattie cardiovascolari? Sì, gli infarti cardiaci, le trombosi cerebrali…Sono colpite prevalentemente persone che hanno trascurato il loro colesterolo, la loro “glicemia un po’ alta”, il loro sovrappeso e… che non hanno rinunciato alla loro sigaretta.

         I longevi sono tutti magri!

   Quindi lotta ai chili in più, alla ciccia in eccesso che non solo è antiestetica ma è l’anticamera di molte malattie! Come si può  far  capire alle mamme che la salute di un bambino non si esprime in “chilogrammi” ? E’ vero, un bambino un po’ paffuto è bello, purché il suo peso rientri nel normale.

   Ma ritorniamo al nostro tema: Dieta + Palestra = Dimagrimento.

      A Roma, ad esempio, nelle migliori palestre viene richiesta la presenza di un Medico Sportivo, di un Dietologo e  di altri Specialisti e tutti i trainer devono essere  “ laureati” in Scienza delle Attività Motorie o comunque diplomati all’I.S.E.F.. Certo il costo, per un comune mortale ha del proibitivo ma i risultati sono straordinari.

   In altre  si guarda  più al numero!

   In una Palestra “IN “ di Roma il titolare è un medico e spessissimo scende in campo come “Trainer” e supervisiona che i frequentatori della sua palestra eseguano gli esercizi correttamente, e nulla sfugge al suo occhio! E’ una palestra frequentata prevalentemente da professionisti, da docenti universitari, da “VIP” e  da molte giovani signore, ragazze e “stelline” che con la loro presenza danno un’immagine di qualità molto gradevole e che sprigionano tutta la loro femminilità specie quando eseguono gli esercizi dello “ step” e la mantengono anche nell’attigua sala pesi. Nulla da invidiare ad una vicina palestra ove le  “ipertecnologiche” attrezzature, la signorilità e la professionalità  dei trainers regnano sovrane  incontrastate.

     Anche qui vicino a Monterotondo,  e precisamente a Poggio Mirteto Scalo, ove è sorto un grosso Centro di Fitness (tre piscine, varie palestre, un campo da tennis coperto idoneo anche per gli incontri internazionali..) viene richiesto che tutti gli iscritti siano sottoposti, oltre che alla visita medica anche ad un Elettrocardiogramma, ed  ora il cardiologo si alterna con un medico-sportivo, e ai soggetti in sovrappeso viene stilata una dieta computerizzata ipocalorica.

 

Un pediatra, poi, segue i circa quattrocento bambini iscritti nei vari corsi di nuoto mediante  una visita medica sportiva al termine della quale viene espressa una  valutazione auxologica con il rilascio della griglia auxometrica; e questa è un’altra novità perché viene dato un giudizio corretto ed esauriente circa “la normalità” del bambino esaminato, cioè se  il suo peso corrisponde alla statura e all’età; quindi viene effettuata una visita “podologica” con eventuale prescrizione di calzature correttive ed infine viene rilasciato il certificato medico di idoneità all’attività fisica non agonistica.

 

Ma non solo nuoto!! Sono in programma altre attività “ ludiche” e/o sportive che promuavano l’attività motoria nei bambini: Muoversi giocando!!

E’ questo lo slogan dei dinamici dirigenti.

   Per non parlare del folto gruppo di over 60: ginnastica “dolce” i cui iscritti vengono sottoposti a continui controlli medici e strumentali. Qui la “ Palestra” è diventata sinonimo di  ” Clinica del Benessere” !.

   Anche qui c’è uno slogan: “Longevità con salute”!  “I baldi giovani” vengono seguiti da medici specialisti che ne controllano i carichi di lavoro,  la P.A., l’E.C.G. e l’andamento oscillante dei loro valori ematologici (colesterolo, trigliceridi, e soprattutto i valori glicemici - e per questi il trattamento viene più personalizzato !!-) e… gareggiano a chi ringiovanisce di più o a chi invecchia più lentamente.!

   E’ un concetto nuovo di  fare “Palestra” o meglio si abbandona il concetto di palestra per entrare in un modo nuovo e più avanzatato di “ ottenere salute”. Cioè il trainer viene affiancato dal medico sportivo, dal dietologo, dal cardiologo, dal pediatra ecc. in stretta collaborazione, scambio di informazioni e programmazione, formando un’équipe al servizio della “Clinica della Salute”.

   Se poi aggiungiamo convegni sulla fisiologia del lavoro muscolare e minicorsi di educazione alimentare, ci sono anche dei risvolti culturali, la Palestra diventa un Centro di aggregazione. Ove l’anziano non si sente più solo, quasi abbandonato per non dire ghettizzato,  ma si sente il centro dell’interesse, polarizza intorno a sé persone disposte a dedicarsi a lui,  vengono più seguiti, ed i loro familiari sanno  che c’è qualcun altro disposto ad interessarsi della loro salute e a far occupare il loro tempo libero…

       Gli Italiani vivono più a lungo e gli anziani devono  essere sempre più attivi, con abitudini di vita  che allontanino la pinguedine e la pigrizia!!

   Con un’adeguata alimentazione, attività motoria e vita di gruppo in palestra si può ottenere quel sostegno psicologico  così utile per non dire indispensabile per sentirsi sempre attivi e sempre  più vivi.

   La pensione non è intesa come la fine dell’attività lavorativa ma come un punto di passaggio da una attività lavorativa ad un’altra attività che dia scopo alla vita!!

Il tutto ad un prezzo accessibile. Quindi anche alla periferia di Roma qualcosa si muove.

   Così in tante  altre grandi palestre, ove non è possibile accogliere nelle loro strutture un così elevato numero di medici specialisti, queste si collegano con Studi medici polispecialistici ove  è presente anche un gruppo di psicologhe  pronte a dare un sostegno a chi ha qualche problema.

        E queste - come dicevo – con l’ausilio e la collaborazione di Medici specialisti, stanno diventando una specie di supermercato, un megastore della “medicina della salute”!

       Il futuro? Ci saranno delle enormi strutture divise in due categorie. Nella prima categoria  che ancora chiamerò con il vecchio nome di “ Ospedali”, verranno accolti i

malati cioè quelli che aspirano a tornare sani, nella seconda categoria che attualmente chiamiamo  con un nome provvisorio “ megastore della salute” ove si recheranno le persone che … ..vogliono mantenersi sane!   E questo non tanto per avere una vita più lunga, ma di migliore qualità!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bambino in sovrappeso con abbondante

 massa grassa: deve dimagrire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Soggetto in sovrappeso  con abbondante massa magra e scarsissima massa grassa: non deve dimagrire.

 

Esame plicometrico