L’Educazione alimentare nella scuola e la pubblicità

Un’altra battaglia persa contro l’obesità infantile!

 

Tre anni fa ha destato un certo scalpore e fu seguita con un certo interesse la pubblicazione di uno studio inglese avente per oggetto “la prevenzione dell’obesità infantile”. Anche in Gran Bretagna infatti, “l’epidemia obesità” sta a cuore agli enti preposti alla salute pubblica in generale e dei giovani in particolare.

Lo studio riportava i risultati incoraggianti ottenuti dalla svolgimento di un programma di educazione alimentare, programma che si articolava su quattro incontri con i giovani, distribuiti  nel corso dell’anno scolastico, in cui  si trattava qual è la nutrizione più consona per il nostro organismo specie per quello in via di sviluppo.

Alcuni alimenti  comportano benefici (specie frutta e verdura)  mentre altri ricchi di calorie, anche se graditi ai più giovani, facilitano l’insorgenza del soprappeso e dell’obesità.

Ebbene alla fine dell’anno scolastico i circa mille studenti in età compresa tra i 7 e gli 11 anni avevano ottenuto dei risultati incoraggianti (Bmj on line), il rapporto peso-altezza (statura) era  favorevolmente diminuito come diminuita era la circonferenza addominale, il Body Mass Index e la percentuale di grasso riscontrata con il plico metro; mentre nel gruppo di controllo erano aumentati.

In base a tale studio si pensò di incentivare o comunque di promuovere i programmi di educazione alimentare nelle scuole inglesi, ma un ulteriore studio condotto dopo due anni sugli stessi studenti, dimostrò che gli stessi si  erano “dimenticati” degli insegnamenti impartiti  e avevamo abbandonato “la giusta alimentazione” ritornando ad alimentarsi introducendo bevande gassate, dolciumi e quant’altro   riprendendo i chilogrammi di troppo.

I colleghi inglesi si sono basati troppo sulla sola educazione alimentare per di più concentrata in pochi incontri con i giovani non hanno fatto i conti con la pubblicità e con lo “stile di vita” che i ragazzi inglesi non avevano modificato!

Già, lo “stile di vita”! oltre ad una “equilibrata alimentazione”

 Lo “stile di vita” dei nostri figli è cambiato !

 

 

 

 

 

 

I bambini, una volta, scendevano per strada a giocare a palla, altri, più fortunati, andavano all’Oratorio dove qualche giovane sacerdote  si prendeva cura di loro facendoli giocare, qualche rara volta la scuola permetteva che si svolgesse, una volta l’anno, un incontro  di calcio  tra classi  su campi sterminati, sterrati.        

 Ed i ragazzi di allora si accontentavano.

Oggi il problema è un altro!

I nostri figli hanno altri interessi, sono attratti da ciò che il mondo industriale gli propone, dalla TV ai Videogames, al “motorino il più presto possibile”  ecc…, si muovono poco e inconsciamente diventano sempre più pigri, demotivati  al movimento!

Bisogna innanzitutto cambiare il loro  stile di vita.  

Gli esperti hanno scritto montagne di libri, altri hanno promosso convegni, congressi ma il bla...bla...bla... non giunge alla gente. Non esiste una ponte di congiunzione tra quello che dicono gli esperti e la popolazione.

Comunque rispondo con poche striminzite righe (non mi è concesso molto spazio). per riassumere alcuni  concetti di base:

Cambiare il loro stile di vita. Come?

  1- Aumentando l’attività fisica

       a)    In ambito familiare : aiuto in casa

                                              aiuto nel sociale                               

                                              aiuto,  se possibile, in campagna

                                              andare a scuola, se possibile, non usando  

                                              l’automobile

                                              mangiare regolarmente senza “saltare” i pasti              

                                              specie  la prima colazione

                                              non guardare la TV durante i pasti

                                              bandire cibi “grassi” e bevande

                                              dolci (merendine, bibite ecc.)                                                                             invitare il bambino a consumare pasti

                                               piccoli e frequenti (ricorrendo all’utilizzo di  

                                               piatti piccoli)

                                               limitare la visione della TV  e l’utilizzo dei

                                               videogames

 

       b) In ambito scolastico: promuovere maggiormente l’attività fisica e lo  

                                                  sport  (gare di nuoto, di corsa, di calcio,

                                                  (fra  classi) e questo oltre i pochi minuti

                                                   dedicati all’educazione fisica.

                                          Sostituire i distributori di bibite

                                          (zuccherate) con   acqua

                                          Sostituire i distributori di merendine

                                          con quelli di frutta

                                          Incentivare i bambini a consumare la frutta

                                          nella “seconda colazione”

     

 

 c) In ambito individuale:   indirizzare a seconda delle attitudini                         

                                          individuali   - ad uno sport insegnando

                                          le regole fondamentali (scuola di calcio, ecc.)

 d)  Limitare al massimo le attività sedentarie o comunque quelle che

                                          limitano il dispendio energetico:   TV

                                          Videogames,  Internet ecc

                                                           .

2- Dando un’educazione alimentare

Si deve incentivare un alimentazione che comprenda tutti gli alimenti

prevalentemente frutta e verdura.

         Si devono abolire o limitare cibi grassi e quelli zuccherati (anche le

bevande zuccherate).

          Al bambino si deve offrire un’alimentazione bilanciata, non cedere ai suoi capricci.

          Soprattutto nella seconda colazione a scuola  dovrebbero sparire pizze, merendine,  per far posto a latte magro, yogurt magro e frutta.

 Nella sua alimentazione quotidiana quindi devono essere limitati al massimo (per non usare la parola proibiti) gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro ecc), snacks salati (patatine ecc.) e cibi ad alto contenuto di zuccheri che la pubblicità maschera  come “portatori di energia” ma che sono delle vere “bombe caloriche”. Ricche di additivi, coloranti, conservanti ecc.. Sarebbe opportuno anche limitare lo stesso pane bianco o all’olio, riso “bianco”, pasta bianca….

 Suggerire invece, un’alimentazione ricca di sostanze vegetali, frutta, pane, pasta e riso integrali (ricchi di fibre), carne preferibilmente bianca e a giorni alterni. Legumi gli altri giorni.

         Al posto della carne si può dare,  almeno una volta a settimana, il pesce, formaggio solo quello a basso contenuto di grassi (tipo ricotta), prosciutto solo quello magro, uova.

        Da uno studio risulta che il 20-40 % dei bambini in sovrappeso  tendono a considerarsi pigri, egoisti e … scarsamente intelligenti, ad isolarsi socialmente, ad avere scarso impegno sociale ed ottengono scarsi risultati a scuola.

       Questa sintomatologia tende ad attenuarsi fino a scomparire con la normalizzazione del peso.

   

 

 

 

   Questi sono i consigli generali ma ogni bambino  ha il suo pediatra a cui rivolgersi per risolvere il problema personale e/o le varie situazioni familiari che non possono essere standardizzate.

       Così la scuola, dal Preside agli insegnanti, nei vari Consigli possono invitare il  medico scolastico ed il dietologo per avere un indirizzo comune, seguire delle regole e prendere dei provvedimenti in sintonia  con i  genitori dei ragazzi.

       La presenza del medico scolastico per me è basilare.

       In una scuola, mi ricordo, frequentata da bambini la cui maggioranza era in sovrappeso (alcuni addirittura obesi) in un Consiglio d’Istituto i genitori si lamentavano all’unisono che la mensa scolastica offriva ai loro figli cibo insufficiente ……!!!

       Questo dimostra che nella famiglia alberga ancora il concetto che il loro figlio più mangia  più acquista benessere e salute. Sì, proprio così, valutano  la salute in chili.

       E’ vero che i genitori hanno tanti più problemi che nel secolo passato non esistevano, ma l’informazione (e non la disinformazione televisiva) è compito delle Istituzioni.

A noi, poveri pediatri,  non rimane altro che continuare a salire sul pulpito (ahimè alto pochi centimetri) e predicare!

       Ci ascolteranno o faranno finta di ascoltarci