Ma il vino fa bene o fa male…

Riepilogo delle numerose domande giuntemi dal 2003,
ed elaborate nei vari anni fino al 2012

In questi ultimi anni c’è stato un vero e proprio bombardamento da parte di tanti, per avere notizie da parte del mondo medico riguardanti il consumo dell’alcol.

Il vino è una sostanza che nel suo contenuto oltre all’acqua (presente in grandissima quantità) alle vitamine (!), agli antiossidanti (!!!), contiene anche coloranti (anche se in piccolissime quantità), composti aromatici (che ne caratterizzano il gusto) e… alcool etilico o etanolo in discrete quantità a seconda del grado alcolico.

L’alcol, se assunto in gravidanza, altera il normale sviluppo fetale soprattutto se assunto nelle prime settimane di gestazione.. Il danno non è dose-correlato, e ad oggi, non si conosce un limite di assunzione “sicuro” !!!

L’alcool etilico è una “sostanza” estranea al nostro organismo e non essenziale” !

Ed il corpo umano, adulto e in buona salute, riesce a tollerare l’etanolo purché la quantità sia “limitata”. Cioè fino a quella quantità stabilita, leggermente superiore per l’uomo, meno nella donna e… molto meno nella persona anziana (vedi articolo).

Ma quanto se ne può bere?

Questo dipende dalla quantità dell’enzima alcol-deidrogenasi presente soprattutto nel fegato che è il principale fattore deputato all’eliminazione di questa sostanza tossica e la cui attività varia in funzione dell’età e del sesso. Infatti è fisiologicamente carente nei bambini e nei ragazzi fino a 16 - 18 anni, diminuisce progressivamente dopo i 60 anni ed è minore nella donna rispetto all’uomo.

Estrogeni e progesteroneinfluenzano l’attività dell’enzima alcol deidrogenasi e l’ estrogeno in particolare sembra responsabile della maggiore tossicità dell’alcol nella donna.

L’alcol riduce la fertilità, induce menopausa precoce e aumenta significativamente il rischio di tumore al seno, Perciò l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)indica per le donne un consumo alcolico massimo giornaliero non superiore a g 20/die, contro i 40 g/die per l’uomo (2011). Anche l’età è un fattore di rischio connesso con l’attività dell’enzima alcol-deidrogenasi che nei bambini e negli adolescenti è inferiore a quella del adulto.

Era già noto che l’uso precoce di alcol potesse indurre ritardo del menarca e alterazioni mestruali, ma nel 2010 la Washington University School of Medecine di St.Louis e l’Harvard University, hanno pubblicato su Pediatrics i risultati emersi dall’esame dei dati di circa 700 ragazze (9-15 anni di età),residenti negli Stati Uniti e seguite dal 1996 al 2007, dimostravano che le giovani che dichiaravano di bere alcol tutti i giorni mostravano una frequenza di lesioni benigne al seno 5,5 volte più alta di quelle astemie oche bevevano solo 1 volta a settimana.

Da non sottovalutare inoltre l’effetto negativo dell’alcol sugli adolescenti di entrambi sessi.

Nel 2009 alcuni studi hanno dimostrato che l’uso precoce di alcol danneggia la normale maturazione cerebrale durante l’adolescenza. A lungo termine questa influenza negativamente il comportamento dell’adulto e il rischio di sviluppare alcol-dipendenza. L’OMS raccomanda di non bere alcolici al di sotto dei 16anni e la legge italiana proibisce la vendita di bevande alcoliche ai minori di 16 anni (2009).

Ma insomma il vino fa bene o fa male? Domanda giuntami nel 2006.

Lo dobbiamo guardare con un certo sospetto, il corpo umano riesce a metabolizzare e quindi a tollerarlo e, se vogliamo, a sopportare tranquillamente, modeste quantità di etanolo senza subire danni e ottenendo (con il bere) quei benefici che tutti conosciamo.

Purché - mi piace sottolinearlo- non vengano superati questi limiti e se assunto da soggetti in pieno benessere psico-fisico

L’etanolo non è un nutriente! Pur apportando calorie! Anzi apporta calorie e se queste calorie si sommano a quelle che noi introduciamo con la normale alimentazione e tutte queste calorie, se eccedono quelle che vengono “bruciate”, con una normale attività lavorativa (dispendio energetico), queste vengono “tramutate in grasso di deposito”. Risultato s’ingrassa! Ma questo se la quantità supera di poco quella concessa!

L’etanolo viene assorbito subito! Una piccola quantità persino in bocca, e poi nel primo tratto del tubo digerente, specie se lo stomaco “è vuoto”. Se nello stomaco è presente del cibo il suo assorbimento viene ritardato, viceversa se l’etanolo è accompagnato a bevande frizzanti (Champagne) o soda il suo assorbimento viene accelerato specie se lo stomaco è vuoto cioè non contiene cibo.

Una volta assorbito viene “distribuito” in tutte le parti del corpo dal “cervello” ai “piedi” e provocherà un effetto differente a seconda dell’età, del sesso e della tolleranza del soggetto stesso.

Dopo “l’assorbimento” e la “distribuzione” nelle diverse parti dell’organismo, l’etanolo viene metabolizzato soprattutto a livello del fegato. Ma la “quantità” che il fegato riesce e metabolizzare è limitata perché riesce a “metabolizzarne”0,5 U.A. ogni ora e durante questa “funzione” il fegato non riesce ad espletare completamente le altre sue importanti funzioni in quanto è “occupato” a metabolizzare l’etanolo.

Ma la quantità di etanolo che il fegato riesce a metabolizzare ogni ora varia da individuo a individuo, da razza a razza ed è in misura ridotta nelle donne in quanto le donne sono normalmente di peso inferiore ed hanno di conseguenza una minore quantità di acqua nel loro corpo, il loro fegato è meno efficiente nel metabolizzare l’alcool e quindi possono andare più facilmente incontro agli effetti negativi dell’alcool.

Ma quanto vino si può bere, visto e considerato che dai superalcolici è bene astenersi?

In un altro articolo inerente il vino così mi esprimevo orientativamente: un uomo di 70 Kg dipeso corporeo, giovane in pieno benessere può bere 700 cc di vino al giorno suddiviso nei due pasti principali (cioè 10 g di vino ogni Kilogrammo dipeso corporeo) considerando un vino di 10 gradi. Questo, secondo alcuni Autori,

Mentre secondo l’istituto d’Igiene Francese, la quantità di alcol che può essere metabolizzata è di circa 8 g l’ora.

Ma mi accorgo ora che avevo omesso quanto tempo necessità all’organismo in generale e al fegato in particolare per smaltire un bicchiere di vino: circa … due ore di tempo se è un uomo sano e dal peso di 70 Kg… poi potrebbe bere un altro bicchiere divino (questo secondo le “linee guida per una sana alimentazione italiana “dell’istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).

In altre parola bere con moderazione significa non solo bere la quantità di vino concessa ma anche cercare di non bere in modo ravvicinato e questo per permettere al nostro organismo di smaltire l’alcol assunto in precedenza.

E’ come se volessimo smaltire l’acqua contenuta in un grosso secchio usufruendo del lavandino. Noi versiamo nel lavandino una certa quantità di acqua e poi dobbiamo aspettare che l’acqua esca dal tubo di scarico prima di versarne dell’altra altrimenti…

E’ così.

Ma le dosi che ho espresso sono indicative e non assolute. Non siamo tutti uguali!!!

Così possono esercitegli organismi che riescono a tollerare meglio le dosi indicate rispetto ad altri organismi.

E’ pur vero che lunghe e ripetute indagini effettuate su individui abituati a bere sistematicamente bevande a bassa gradazione di alcool (vino, birra) hanno una longevità maggiore rispetto agli “astemi” (o a chi beve troppo) e sembra che siano quasi esenti da malattie specie cardiovascolari!!! E da queste si è giunti alla conclusione che il vino e la birra fanno bene!

Se poi ci chiediamo da quale dei due l’organismo possa trarre maggiori benefici, la risposta è il vino. Da cui il detto “un buon bicchiere di vino rosso….” forse per la presenza in esso dei “famosi antiossidanti” che come già ho detto nel capitolo apposito sono presenti anche e soprattutto e in grande quantità nella verdura e nella frutta (e se vogliamo dirla tutta molto meno nel vino).

Ciò nonostante il medico coscienzioso non può che bandire i superalcolici e raccomandare la cautela e la moderazione nell’uso del vino e della birra.

Anche se quest’ultima(la birra cioè) è risultata essere meno nociva rispetto ai superalcolici, i quali non presentano antiossidanti e sostanze polifenoliche.

Perché questa “eccessiva” cautela da parte del medico? Perché è difficile essere moderati. Un buon bicchiere di vino produce un senso di euforia e questo può indurre ad eccedere nell’uso o ricorrere ad assumerlo quando vogliamo esserlo o quando ci sentiamo un po’ depressi…

Pensiamo al possessore di una Ferrari! come può rispettare i limiti di velocità? Come può non essere tentato di dare un colpo sull’acceleratore per liberare o meglio presentire i cavalli della sua macchina?.

Inoltre a difesa del medico che invita alla prudenza non possiamo non pensare che Lui ben conosce i rischi che possono derivare dal superare i limiti suggeriti nell’assunzione di bevande alcoliche.

Infatti chi è abituato a superare normalmente i limiti suggeriti, può andare incontro a degli squilibri nutritivi che possono condurre alla malnutrizione prima, per poi presentare dei veri e propri danni a carico del sistema nervoso centrale e periferico.

Parliamone, parliamone tranquillamente per portare a conoscenza e non per demonizzare le bevande alcoliche! Sia ben chiaro! Come sia ben chiaro che è facile superare qualche volta “la moderazione”. Errare humanum est!, perseverare diabolicum !

Si supera “l’allegria “di una serata con amici (anche se abbiamo sottoposto il nostro fegato ad un superlavoro).

Una serata con amici accompagnata da qualche bicchiere di buon vino ci dà un senso di benessere, euforia, una sopravalutazione inconscia delle nostre capacità, ci allontana dalle preoccupazioni sottovalutando qualsiasi rischio, ma i riflessi non sono più molto pronti e… la capacità di guidare la macchina…ne risente…

Ma cosa succede se queste “occasioni” si ripetono frequentemente, se diventa (e può diventare facilmente) una abitudine.

Si va incontro a delle alterazioni che vanno dalla neuropatia periferica (cioè disturbi organici e funzionali) più o meno evidenti del sistema nervoso periferico che si manifestano come parestesie cioè quelle sensazioni soggettive che vanno dall’intorpidimento di un arto (per esempio) al formicolio più o meno intenso, a quella sensazione di “punture di aghi”…

A volte si può giungere(se si continua ad eccedere) ai tremori delle mani, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a delle vere e proprie allucinazioni, alla psicosi… alla demenza.

Ma le manifestazioni più frequenti e più immediate, quelle sensazioni cioè che si possono avere poco dopo aver superato i limiti “da baldoria” sono : “ bruciori di stomaco”…

E’ frequente sentire dire “ho un bruciore alla bocca dello stomaco, forse ieri sera ho…” E’ il segno di una” gastrite acuta” passeggera…ma se si ripete o se si supera dimolto si possono presentare a carico dello stomaco delle emorragie, delle ulcere e nel fegato? Cosa succede dopo continui ripetuti insulti ? si può anche arrivare alla cirrosi epatica!

Si è parlato in un altr’articoletto dell’ipertensione. Bene il superare continuamente i limiti può proprio provocare l’ipertensione e facilitare l’insorgenza di danni al cuore(cardiopatia)

Non si può non ricordare il parallelismo con i tumori !!!!!…

Ma pensiamoci sopra, non demonizziamo il medico che ci consiglia la moderazione e beviamoci un buon bicchiere di vino (solo uno) e sempre accompagnato da un buon piatto di…!

Caro dottore, quanto vino si può bere al giorno?
E quali sono gli effetti sul nostro organismo?

(altra domanda giuntami via e-mail)

Il vino è il prodotto della fermentazione alcolica del mosto di uva fresca ad opera di alcuni funghi, i saccaromiceti, che sono capaci di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto, glucosio e fruttosio, in alcool etilico ed anidride carbonica.

Dal punto di vista nutritivo, a parte modestissime quantità di vitamine e di sali minerali, l’apporto principale consiste nel valore energetico dell’alcool in esso contenuto.

L’alcool introdotto nell’organismo viene rapidamente assorbito nel circolo sanguigno e solo una piccola parte, circa il cinque per cento, viene eliminata attraverso gli emuntori naturali (cioè quelle parti del corpo che permettono l’eliminazione di prodotti di rifiuto del metabolismo cellulare), mentre la maggior parte viene progressivamente bruciata.

Durante il processo di combustione dell’alcool si formano dei prodotti intermedi, l’acetaldeide e l’acido piruvico, i quali, essendo nocivi, vengono distrutti in massima parte nel fegato e in proporzione minore nei tessuti, specialmente nei muscoli.

Se l’alcool è ingerito quotidianamente in notevoli quantità, o se esiste una insufficienza epatica o un disturbo dei meccanismi difensivi a carico dei tessuti, la distruzione dei prodotti intermedi del metabolismo alcolico non avviene completamente e una certa quantità di questi prodotti si accumula nell’organismo provocando disturbi più o meno accentuati.

Secondo i dati dell’istituto Nazionale di Igiene francese, la quantità di alcool che può essere metabolizzata è di circa otto grammi l’ora. La capacità quindi di metabolizzare l’alcool non è illimitata, poiché aumentando la dose di alcool non aumenta proporzionalmente la dose che si elimina.

La quantità massima di alcool ingerita non deve superare i 10 grammi giornalieri, parlando di un uomo di media corporatura, giovane, fisicamente attivo e privo di malattie metaboliche. Tale quantità di alcool corrisponde, all’incirca, ad un litro di vino al giorno (di media gradazione alcolica) da assumere in due dosi corrispondenti ai due pasti principali.

Altri autori sono più precisi affermando che la quantità di vino permessa dipende dal peso del soggetto e dal sesso, purché in pieno benessere.

Più in dettaglio, parliamo di un grammo per ogni chilo di peso corporeo per l’uomo e zero virgola otto grammi per chilo per la donna.

Pertanto un uomo che pesa 70 chili può assumere 700 centilitri di vino, suddiviso nei due pasti principali, considerando un vino di dieci gradi.

Secondo lo studioso Richet, la massima dose di vino non nociva è: per le donne 0,50 litri al giorno, 0,75 per gli intellettuali, un litro per gli operai delle industrie un litro e mezzo per i contadini.

Va tenuto però conto cheper la maggior parte dei nutrizionisti tali valori sono eccessivi. Va anche precisato che le dosi sopra riportate non rappresentano le dosi consigliate, ma quelle consentite e comprensive di tutte le bevande alcoliche consumate nell’arco della giornata: non solo vino e birra, ma anche aperitivi, digestivi e liquori di qualsiasi tipo. L’alcool non può in nessun modo essere considerato un nutriente indispensabile, ma solo un nutriente consentito.

Dal punto di vista nutrizionale il vino ha un valore calorico che varia da 600 a 850 calorie per litro a seconda del contenuto alcolico e quindi del suo tasso digradazione. Se poi il vino è zuccherato, bisogna aggiungere il valore calorico degli zuccheri che in esso sono presenti.

Ad esempio, nello Champagne si arriva fino a 1000-1400 calorie per litro. Malgrado il suo notevole valore calorico, il vino è considerato un mediocre combustibile. L’alcool infatti brucia troppo rapidamente, anche se una parte del vino viene trasformata in grasso.

Un altro importante aspetto dal punto di vista dietetico, per prevenire i danni dell’alcool, riguarda il momento più opportuno per l’ingestione delle bevande alcooliche. E’ sconsigliabile l’uso a stomaco vuoto, poiché è stato ampiamente dimostrato che le bevande sono meglio tollerate a stomaco pieno. La concentrazione di alcool che si raggiunge nel sangue è molto più bassa e la permanenza dell’alcool nel sangue è più breve quando il vino viene assunto durante il pasto, specie in dosi razionate.

Se il vino viene assunto nelle dosi sopra consigliate, produce notevoli e svariati effetti sul nostro organismo. Sul sistema nervoso esercita infatti un’azione eccitante e nello stesso tempo rilassante, da cui deriva quel rapido senso di benessere che segue all’assunzione di un bicchiere di vino.

Questo effetto è prezioso nei momenti di stanchezza. Sull’apparato digerente, invece, il vino aumenta il flusso salivale, fa aumentare la secrezione del succo gastrico con produzione di acido cloridrico da parte della mucosa gastrica, favorendola secrezione della bile e del succo pancreatico.

Per quanto concerne la funzionalità renale, l’alcool aumenta la diuresi, ovvero l’emissione di urina. Sul cuore esercita una azione tonica, facilita la vasodilatazione con conseguente diminuzione delle resistenze periferiche. Sui polmoni aumenterebbe la ventilazione, cioè il numero degli atti respiratori al minuto, per eccitazione del centro respiratorio. Inoltre aumenta il rendimento della muscolatura scheletrica in quanto si attivano e migliorano gli scambi nutrizionali a livello della fibra muscolare.

Quali sono gli effetti positivi del vino sul nostro organismo e quanto se ne può bere? (altra domanda giunta via e-mail)

Il vino è il prodotto della fermentazione alcoolica del mosto di uva fresca ad opera di alcuni funghi (i saccaromiceti) che sono capaci di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto (glucosio e fruttosio) in alcool etilico ed anidride carbonica.

Dal punto di vista nutritivo, a parte modestissime quantità di vitamine e di sali minerali, l’apporto principale consiste nel valore energetico dell’alcool in esso contenuto.

L’alcool introdotto nell’organismo viene rapidamente assorbito nel circolo sanguigno e solo una piccola parte (5 %) viene eliminata attraverso gli emuntori naturali (cioè quelle parti del corpo a livello dei quali si effettua l’eliminazione di prodotti di rifiuto del metabolismo cellulare), mentre la maggior parte viene progressivamente bruciata.

Durante il processo di combustione dell’alcool si formano dei prodotti intermedi (acetaldeide e acido piruvico) i quali, essendo nocivi, vengono distrutti in massima parte nel fegato e in proporzione minore nei tessuti, specialmente nei muscoli.

Metabolismo dell’alcol

Il sistema metabolico principale deputato all’eliminazione dell’etanolo è quello dell’enzima alcol-deidrogenasi (ADH) che è presente nel fegato e la cui attività varia in funzione dell’età e del sesso ! E’ fisiologicamente carente nei bambini e nei ragazzi fino a 16 -18 anni; diminuisce progressivamente dopo i 60 anni, ed è minore nella donna rispetto all’uomo!

In caso di “abuso cronico” quando la via dell’enzima alcol deidrogenasi (ADH) non è più sufficiente a metabolizzare l’etanolo, viene indotta una seconda via enzimatica che è quella del Microsomal Ethanol Oxidizing System (MEOS).

Questo enzima è stato molto studiato non solo per l’induzione alcolica, ma anche per il suo ruolo nell’eliminazione di sostanze tossiche e farmaci.

La terza via per il metabolismo dell’alcol, la meno utilizzata, è quella della catalasi.

Se l’alcool è ingerito quotidianamente in notevoli quantità, o se esiste una “insufficienza epatica” o un disturbo dei meccanismi difensivi a carico dei tessuti, la distruzione dei prodotti intermedi del metabolismo alcoolico non avviene completamente e una certa quantità di questi prodotti si accumula nell’organismo provocando disturbi più o meno accentuati.

Secondo i dati dell’istituto Nazionale d’Igiene Francese, la quantità di alcool che può essere metabolizzata è di circa g 8 l’ora.

La capacità quindi di metabolizzare l’alcool non è illimitata, poiché aumentando la dose di alcool non aumenta proporzionalmente la dose che si elimina.

La quantità massima di alcool ingerita non deve superare i g 10 giornalieri (per un uomo di media corporatura, giovane, fisicamente attivo e privo di malattie metaboliche).Tale quantità di alcool corrisponde, all’incirca, ad 1 litro di vino al giorno da assumere in due dosi corrispondenti ai due pasti principali !!!

Altri Autori sono più precisi affermando che la quantità di vino permessa dipende dal peso del soggetto e dal sesso. Purché in pieno benessere !!! ( 1 g/per Kg dipeso corporeo per l’ uomo e 0,8 g/ kg per la donna)!!

Pertanto un uomo di 70 Kg di peso corporeo può assumere 700 cc. di vino suddiviso nei due pasti principali, considerando un vino di 10 gradi.

Anche se per la maggior parte dei Nutrizionisti tali valori sono già molto alti.

Comunque queste dosi nonrappresentano le DOSI CONSIGLIATE ma quelle consentite !!! e comprensive di tutte le bevande alcooliche consumate nell’arco della giornata: non solo vino e birra, ma anche aperitivi, digestivi e liquori di qualsiasi tipo.

L’alcool non può in nessun modo essere considerato un nutriente indispensabile ma solo un nutriente consentito!!!

Dal punto di vista nutrizionale il vino ha un valore calorico che varia da 600 a 850 calorie per litro a seconda del contenuto alcolico e quindi del suo tasso digradazione.

Se poi il vino è zuccherato bisogna aggiungere il valore calorico degli zuccheri che in esso sono presenti. Ad esempio, nello Champagne si arriva fino a 1000 - 1400 cal/litro.

Malgrado il suo notevole valore calorico, il vino è considerato un mediocre combustibile; l’alcool infatti brucia troppo rapidamente; ed una parte del vino può essere tuttavia trasformata in grasso: “obesità dei mercanti di vino”.

Un altro importante aspetto dal punto di vista dietetico, per prevenire i danni dell’alcool, riguarda il momento più opportuno per l’ingestione delle bevande alcooliche.

E’ sconsigliabile l’uso a stomaco vuoto, poiché è stato ampiamente dimostrato che le bevande alcooliche sono meglio tollerate a stomaco pieno. La concentrazione di alcool che si raggiunge nel sangue è molto più bassa e la permanenza dell’alcool nel sangue è più breve quando il vino viene assunto durante il pasto, specie in dosi razionate.

Se il vino viene assunto nelle dosi sopra indicate (permesse), produce notevoli e svariati effetti sul nostro organismo.

Sul sistema nervoso infatti, esercita un’azione eccitante e nello stesso tempo un effetto “rilassante” onde quel rapido senso di benessere che segue all’assunzione di un bicchiere di vino. Questo effetto è prezioso nei momenti di stanchezza.

Sull’apparato digerente, invece, il vino aumenta il flusso salivale, farebbe aumentare la secrezione del succo gastrico con produzione di acido cloridrico da parte della mucosa gastrica, e favorirebbe la secrezione della bile e del succo pancreatico.

Sulla funzionalità renale: aumenta la diuresi ( l’emissione di urina)

Sul cuore esercita una azione tonica, facilita la vasodilatazione con conseguente diminuzione delle resistenze periferiche.

Sui polmoni aumenterebbe la ventilazione, cioè il numero degli atti respiratori/minuto(per eccitazione del centro respiratorio).

Inoltre aumenta il rendimento della muscolatura scheletrica in quanto si attivano e migliorano gli scambi nutrizionali a livello della fibra muscolare.

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