FERMENTI LATTICI o meglio: i PROBIOTICI

 

 

I fermenti lattici corrispondono ai batteri responsabili della fermentazione lattica e comprendono tutti i batteri che producono acido lattico a partire da vari substrati (es: latttobacilli, bifidobatteri, streptococchi, lattococchi). Corrispondevano al termine Anglosassone “Lactic Acid Bacteria”.

Oggi il termine Fermenti Lattici è stato sostituito dal termine Probiotici (dal greco pro-bios= favorevole alla vita) per gli effetti benefici che procurano all’organismo umano.

Un secolo fa il premio Nobel Elia Metchinkoff aveva osservato che le popolazioni balcaniche, che notoriamente consumavano grandi quantità di yogurt, erano molto longeva. Da qui ipotizzò un effetto benefico protettivo della flora batterica nell’uomo (così come la fermentazione lattica  arrestava i fenomeni putrefattivi delle matrici alimentari: latte, carne, vegetali).

Solo in questi ultimi decenni, con l’arrivo della biologia molecolare, si è potuto dimostrare l’efficacia positiva dei “fermenti lattici” sull’organismo umano.

Alcuni sostengono, infatti, che i probiotici, giunti nell’intestino, aderirebbero    

agli enterociti impedendo così l’attaccamento da parte dei ceppi enteropatogeni e

la  produzione di batteriocine e acidi grassi a catena corta che contribuisce a inibire  

la moltiplicazione degli agenti patogeni.

I principali ceppi di batteri benefici per l’organismo (in qualità di probiotici) sono i Bifidobatteri e i Lattobacilli.

Lactobacillus GG, Lactobacillus reuteri, Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium spp., e Saccharomyces boulardii  sono i ceppi di cui possediamo documentati effetti positivi sull'organismo.

I probiotici sono stati impiegati con successo sia nella terapica di forme gastroenteriche che nella loro preven­zione.

Per ecosistema  intestinale s’intende l’insieme delle funzioni e delle interazioni tra la barriera mucosale intestinale, il sistema immunitario locale e la microflora intestinale. Cioè esiste nell’intestino un equilibrio tra la flora batterica intestinale, il sistema immunitario (cioè quel complesso biologico che difende l’organismo dagli agenti patogeni) e la barriera  costituita dalla mucosa dell’intestino. 

In stato di “equilibrio” i batteri intestinali svolgono una azione protettiva, diventano nocivi solo in particolari condizioni (enterococchi, streptococchi, battericidi). Alcuni ceppi di batteri ad azione patogena, una volta giunti nel lume intestinale, non riescono a svolgere la loro azione nociva in quanto le loro funzioni metaboliche sono rallentate ed i loro prodotti (cioè le tossine) vengono inibiti dalla flora intestinale e  resi inoffensivi. Alcune di queste tossine, poi, sono fortemente sospettate di essere fra le cause o concause dell’insorgenza dei tumori,  

Qualsiasi evento che alteri tale equilibrio provoca patologie locali o sistemiche.

Molti sono i fattori che alterano l’equilibrio dell’ecosistema intestinale, da una cattiva alimentazione all’immunodeficienza, dalle prolungate terapie antisecretorie allo stress, dalle terapie antibiotiche all’avanzamento dell’età. Per non parlare delle alterazioni anatomiche dell’intestino (diverticoli, atrofia gastrica, stenosi ed ostruzioni del lume intestinale), dei disturbi della motilità (neuropatia diabetica, accelerato svuotamento gastrico, incontinenza della valvola ileo-cecale) degli  interventi chirurgici (resezioni gastriche ed intestinali, resezione  valvola ileo-cecale, by-pass digiuno-ileale)

Per quanto riguarda la flora intestinale, sono stati identificati ben 500 specie di batteri diversi e la loro concentrazione aumenta a mano a mano che ci si avvicina al colon e lo si sorpassa.

In un grammo di feci si possono isolare 100-200 miliardi di batteri che rappresentano più del 60 % del peso delle feci.

Spetta al medico di permettere l’uso dei probiotici ma soprattutto sottolineare l’importanza di una corretta alimentazione suggerendo quella bilanciata con alimenti mediterranei e un corretto stile di vita.

 

Da Fontana-Martelli 2004:

1) La letteratura pediatrica ci offre, sui probiotici, molto  più parole che evidenze cliniche.

2) La letteratura relativa ai probiotici è sconcertante! Di fronte a decine di prodotti contenenti ceppi o miscele di ceppi differenti e in differenti quantità, solo pochissimi possono vantare una sperimentazione minimamente decente. Inoltre bisogna ricordare che la grande maggioranza di questi prodotti non è registrata come farmaco, bensì come integratore alimentare, cosicché le prove di  efficacia che vengono loro richieste sono relativamente limitate.

3) Studi in vitro e su animale hanno dimostrato numerose influenze positive da parte di molti ceppi microbici. Dalla revisione della letteratura risulta che le sperimentazioni cliniche controllate ne hanno confermato la trasferibilità all’uomo, ma con effetti a basso rapporto costo/benefici.

4) Sperimentazioni, specie nell’adulto, con protocolli diversi, hanno prodotto risultati diversi, alcuni nettamente significativi, altri negativi, sulle malattie infettive croniche dell’intestino.

 

In particolare, la maggior parte dei batteri sono localizzati nella parte bassa dell’intestino (colon). La scarsità di batteri nello stomaco e nella parte alta dell’intestino è dovuta all’elevata presenza di sostanze corrosive (acidi, bile e secrezioni pancreatiche), che renderebbero l’habitat inadatto alla sopravvivenza e alla proliferazione di questi microrganismi. Sfortunatamente, tra i batteri che sopravvivono all’ambiente acido ce n’è uno nocivo, che è l’Helicobacter pilori responsabile dell’ulcera gastrica.

   La colonizzazione dell’intestino da parte di questi bacilli ha inizio fin dalla nascita e si completa nel giro di pochi giorni.

In campo pediatrico il Bacterium bifidus è presente in notevole quantità  nell’intestino dei bambini allattati al seno. Il numero di tali batteri diminuisce gradatamente ma progressivamente. con l’avanzare dell’età,

 

Nel marzo 2008 Berros-Trassone Wingate, Università  Carolina del Nord, hanno sperimentato l’impiego del Lactobacillo  nelle donne per le infezioni batteriche genito-urinarie, nelle vaginiti, senza ottenere risultati incoraggianti.

 

 

Bibliografia

Il valore funzionale dei latti Area pediatrica marzo 2008

Carlo Agostoni, Elvira Verduci, Diana Ghisleni, Enrica Riva Clinica Pediatrica, Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano

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2. Szajewska H, Mrukowicz JZ. Probiotics in the treatment and prevention of acute infectiousdiarrhea in infants and children: a

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