gocce al naso : i decongestionanti  nasali

 

L’estate si allontana, le belle giornate di sole cominciano  ad essere rimpiante, iniziano  le giornate coperte da cielo grigio e…. inizia la scuola.

La scolarizzazione comporta una vita promiscua di bambini, uno scambio continuo di matite, penne, giocattoli e di… virus, germi e quant’altro.

I bambini più piccoli contraggono i primi raffreddori, il naso si intasa e le mamme, specie le più meticolose ed apprensive, ricorrono ai farmaci. Una volta si  faceva ricorso ai fazzoletti poi si è passati a quelli di carta, oggi – come se fosse una conquista sociale - ai decongestionanti nasali (vuoi le gocce, vuoi le compresse)… e la pubblicità ne favorisce la divulgazione.

Il “fai da te” impera in questo campo ed ognuno ricorre al “più forte, e, se non ottiene l’effetto  desiderato, si aumentano le dosi”.!!!

Non mi sembra che la gente sia però sufficientemente informata su  come agiscono e se possono dare delle reazioni avverse.

I decongestionanti nasali sono dei “ principi attivi” singoli o in associazione, e vengono somministrati sia sotto forma di preparazione per uso locale  sia per via generale.

Sono per lo più farmaci simpatico-mimetici che agiscono sulla mucosa nasale determinando una vasocostrizione e riducendo - di conseguenza – la congestione. 

Questi farmaci sono per lo più “autoprescritti” e autosomministrati per alleviare i sintomi del banale raffreddore (tra cui l’ostruzione nasale) e seguono l’onda emotiva  pubblicitaria.

Ma possono provocare delle reazioni avverse  a livello locale  ed il pericolo aumenta  se sono usati per periodi superiori ai cinque giorni. In particolare si può manifestare una irritazione locale transitoria, inoltre la vasocostrizione indotta dai decongestionanti nasali può essere seguita da vasodilatazione e congestione rebound  (rimbalzo, cioè si ha una risposta in senso opposto e quindi si ritorna alla situazione precedente  in quanto il paziente torna ad avere “il naso chiuso”).

Quello poi che si verifica frequentemente è che il paziente - se non avvertito e non ottenendo il beneficio desiderato - tende, pensando di superare la ridotta efficacia del farmaco, ad aumentare le dosi e/o la frequenza delle somministrazioni per ottenere sollievo dalla “congestione secondaria” ignorando  che quest’ultima è indotta dallo stesso farmaco, o, come accade nei bambini specie all’inizio della stagione invernale, il prolungare ad avere il “naso chiuso” induce la mamma a continuare la somministrazione del farmaco.

Per cui se gli effetti collaterali potevano presentarsi in qualche sporadico caso dopo poche somministrazioni, con il continuare la somministrazione aumenta la possibilità che si presenti la tachifilassi (cioè una marcata riduzione della efficacia farmacologia), la comparsa della rinite atrofica medicamentosa (che è particolarmente pericolosa per i bambini al di sotto dei sei mesi di vita), per non parlare delle reazioni avverse che possono verificarsi a carico dell’apparato

cardiovascolare (come l’ipertensione, la tachicardia, il pallore, la sudorazione eccessiva, la bradicardia e

l’ipotensione) e dell’apparato del Sistema Nervoso Centrale (cefalea, depressione neurologica.. ) ed i bambini, rispetto agli adulti, ne sono più colpiti… è per questo che ai bambini, se proprio si vuol ricorrere a tali farmaci, se ne consiglia l’uso per  pochissimi giorni (2 massimo 5).

… e allora, cara mamma, se il vostro bambino  è raffreddato ricorrete al vostro pediatra che ben conosce il vostro piccolo e che saprà ben valutare il rapporto rischio/beneficio e che può suggerire ai genitori quale farmaco usare ed il corretto uso dei farmaco stesso. Oppure, in farmacia, non chiedete il prodotto suggerito dalla vostra cara amica, ma consigliatevi con il farmacista il quale nel dispensare il “farmaco da automedicazione” vi farà presente i limiti e le controindicazioni d’uso. Oppure potete leggere attentamente il foglio illustrativo che accompagna la confezione del medicinale.

Comunque l’Ufficio di Farmaco-Vigilanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sta preparando un provvedimento restrittivo per limitare l’uso di tali farmaci  in bambini al di sotto dei 12 anni.

 

Aggiornamento del 12/03/2008: . Da Medico e Bambino del Gennaio 2008 leggiamo:

”Il provvedimento è stato preceduto da una at­tenta analisi da parte del gruppo di lavoro sui farmaci dell ‘AlFA (dove sono rappresen­tate tutte le componenti della pediatria ita­liana, FIMP, SIP e ACP), che è stata pub­blicata su diversi siti e riviste pediatriche.

Partiamo dai dati di efficacia, che sono fondamentali da valutare per ritenere ap­propriata o meno una prescrizione farmaco­logica. In sintesi ……. L’efficacia e la sicurezza dei decongestionanti nasali, ha evidenziato  la mancanza  di validi studi di efficacia nella popolazione pediatrica…..  Gli Auto­ri (AIFA) concludono che, fino a quando non saran­no pubblicati lavori che dimostrino l'effica­cia dei decongestionanti nasali in bambini affetti da raffreddore, l'uso di questi farmaci non è raccomandato nei bambini al di sotto di 12 anni di età”.