I  FORMAGGINI PER L'INFANZIA

 

I formaggini sono i formaggi destinati all’infanzia. Sono formaggi in cui è stato messa una sostanza che impedisce che diventino duri.

    Sono stati prodotti inizialmente in Svizzera all'inizio del secolo scorso, ma in Italia sono stati lanciati su scala nazionale negli anni trenta.

 

 Il  comune formaggio si ottiene dal latte fresco dopo opportuna cagliata, i formaggini invece sono ottenuti da for­maggi che hanno già raggiunta la completa maturazione e, a questo punto, vengono sottoposti a una seconda lavora­zione.

In pratica sono formaggi preparati in precedenza che vengo­no poi pastorizzati, cioè trattati col calore.

All’inizio del secolo scorso, nella lavorazione e produzione del formaggio, si potevano verificare dei errori che portavano ad una eccessiva stagionatura e quindi ad una sua difficile commercializzazione, cosicché l’industria casearia pensò bene di  sottoporre il prodotto “difettoso” ad uan nuova lavorazione. “Nascevano” così i formaggini per l’infanzia.

    Oggi una produzione del genere non ha più senso; considerando il livello di vendite raggiunto e i progressi della tecnologia moderna, i formaggini vengono prodotti con formaggi fatti apposta. Di solito sono ottenuti da miscele di due-tre tipi di formaggio.   

   Se un'industria vuol far risaltare il nome e la qualità di uno di essi, questo sarà presente in una percentuale maggiore.

Sono in genere, facilmente digeribili sia per la  maturazione già avvenuta nei formaggi impiegati per la preparazione, sia per il processo di omogeneizzazione subito, che rende le particelle dei vari componenti più piccole e perciò più facilmente attaccabile da parte dei succhi gastrici.

Esistono in commercio dei formaggini  ipolipidici cioè con un basso contenuto di grasso (4-8%) adatti all’alimentazione dei bambini  e di quei soggetti che presentano disturbi di assorbimento dei grasssi.

Sono ricchi dei cosiddetti  “sali di fusione” come i polifosfati o i citrati di sodio e di potassio.

I polifosfati vengono citati sull’etichetta con la sigla E 450.

La loro funzione è quella di trattenere l’acqua e di far assumere - di conseguenza - un aspetto cremoso e quindi spalmabile.

Caratteristica ben accetta dalle mamme.

Sembra accertato che i polifosfati possono provocare danni alla salute. I polifosfati possono alterare il rapporto calcio/fosforo nell’organismo intervenendo negativamente nel processo di calcificazione delle ossa.

Ostacolano l’assimilazione dei minerali, specie calcio e ferro, dagli alimenti e producono la calcificazione  dei tessuti molli come i reni.

Possono dare disturbi muscolari nei bambini, e sembra che possano  anche essere  responsabili del rachitismo.

 Il problema però si evidenzia solo quando vengono consumate dosi massicce di formaggini in con­comitanza di una dieta squilibrata.

  La dose giornaliera accettabile di polifosfati per l'uomo è di 70 mg per ogni kg di peso corporeo (cioè oltre 4-5 g).

    Per i bambini nel periodo dello svezzamento ci sono formaggini ipolipidici (venduti in farmacia), senza aggiunta di polifosfati (di­chiarato in etichetta) e con un ridotto contenuto di grassi (7%).

    Di solito i formaggini hanno un contenuto di grasso che oscilla dal 17 al 27%.

Il contenuto di proteine si aggira sull'l 1-15% (quindi inferiore ai comuni formaggi tipo Parmigiano Reggiano o Bel Paese).

  Per dare al prodotto un sapore fresco, gradevole, e favorire la cremosità, viene aggiunto burro, panna e latte in polvere in dosi variabili. . Il sapore è esaltato con l'aggiunta di sale.

   In alternativa se si vuole rendere la minestrina più gradevole al palato  del divezzo, si può ricorrere all’introduzione di qualche cucchiaino di latte scremato. Si darebbero proteine nobili  e si eviterebbero   i ” grassi animali”.

Oppure si può aggiungere un cucchiaino di ricotta di mucca ricco di proteine e che con il suo apporto di 8% di grasso rende l’alimento perfettamente digeribile.