IL CAVOLO

 

E’ vero che secondo studi recenti , mangiando il cavolo siamo più protetti dal cancro?

 

E’ vero! Ma questo non deriva da studi recenti.

Mi ricordavo di aver letto qualcosa del genere negli anni del liceo ed ho trovato sul “De Agricoltura”, un trattato scritto da Marco Porcio Catone un paio di secoli prima di Cristo. Riporto il suo scritto “Il cavolo è quello che tiene il primissimo posto tra tutti gli ortaggi. Mangialo cotto o crudo!” I consigli di Catone il Censore sono anche tecnici. “Se lo mangi crudo, bagnalo d’aceto. fa digerire in modo meraviglioso, è salutare per l’intestino e la vescica ed ogni altra funzione. Se durante un banchetto ti va di bere molto e di mangiare con appetito, pria di cominciare il pasto, gustane quanto ne vuoi, condito con l’aceto e dopo aver mangiato, masticane altre cinque foglie sarà come se tu fossi ancora digiuno e ti sentirai benissimo con la possibilità di bere quanto vorrai.”

E qui il nostro  Catone continua e si dilunga sulle proprietà del cavolo, fornendo anche delle ricette a base di cavolo sia crudo che bollito sia unito al miele e/o al comino.

Più  avanti parlando sempre del cavolo,  aggiunge sottolineando i suoi pregi: “non vi è malanno che non possa guarire con decotti a base di cavolo. Crudo e tritato farebbe cicratizzare le ferite, maturare gli ascessi e guarire il cancro!...”

L’entusiasmo di Catone per questo ortaggio, panacea di tutti i mali, può sembrarci eccessivo ma  era un periodo in cui  tale ortaggio “andava di moda”, tutti ne erano entusiasti e tutti vi ricorrevano    per ogni malanno che accusavano.

Diocleziano, ad esempio, per rilassarsi dalle cure dello Stato amava coltivare cavoli in un orto accanto alla sua residenza imperiale.

Questo per sottolineare che si viveva in un’epoca in cui  l’uso di tale ortaggio veniva da tutti gustato  e considerato alla base di ogni rimedio terapeutico.

Soffermandoci sulle sue origini e sulla sua diffusione possiamo dire che, ad esempio, nella Bibbia non viene mai citato l’uso di tale ortaggio, cosa per altro normale in quanto nei territori di cui lì si parla, l’Egitto e l’attuale Palestina, “ la terra Promessa”, il clima  arido   e le scarse piogge non permettevano  la coltivazione di verdure e ortaggi.

Invece era conosciuto nel mondo greco. Pertanto  si può pensare  fosse di origine europea. Possiamo anche dire, ritornando al nostro Catone, che le specie di cavoli che descrive sono  pressappoco quelle conosciute attualmente.

Anzi si pensa che il cavolo attuale sia un’evoluzione del cavolo selvatico importato in Europa dall’Asia da bande vaganti di Celti  verso il Seicento a.C.

Si è poi diffuso come alimento in tutto il Nord Europa, Germania, Polonia, Austria, ecc. perché si adatta bene a crescere nei climi freddi  e può essere immagazzinato per tutto l’inverno in cantine fredde.

Nel secolo scorso sono stati trovati in tale ortaggio delle sostanze  (allora denominate anutrienti) che hanno una proprietà  di ostacolare la crescita del cancro. Infatti  una delle raccomandazione fondamentali della Società Americana del Cancro è quella di mangiare regolarmente le crocifere (cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori ecc.) per ridurre il rischio di tumori..

Le proprietà anticancro delle Crocifere sono state messe in evidenza dagli studi iniziati nella seconda metà del secolo scorso dai quali è emerso che più sale il consumo delle Crocifere, più diminuiscono i casi di cancro, in particolare di quello del colon e del seno.

Riporto questo schema preso da T. Murray: Il potere curativo dei cibi.

 

Sostanze  con proprietà anticancro nelle crocifere

Ditioltioni            Stimolano i meccanismi antiossidanti e disintossicanti

Glucosinolati       Stimolano i meccanismi disintossicanti e antiossidanti

Indoli                  Stimolano i meccanismi antiossidanti e disintossicanti; migliorano

il                            funzionamento degli estrogeni

Isotiocianati        Inibiscono lo sviluppo e la crescita dei tumori

Curarine             Bloccano la reazione dei composti cancerogeni

Fenoli                 Stimolano gli enzimi disintossicanti e prevengono la formazione di sostanze

                          cancerogene.