IL POMODORO

 

I  primi pomodori crescevano spontanei sui rilievi alle pendici delle Ande. Erano frutti gialli, piuttosto piccoli a “ ciliegia”.

   Nel XVI secolo furono importati in Europa  e  cominciarono ad essere coltivati come piante ornamentali; si pensava infatti che questi “pomi d’oro” fossero tossici.

   Alla fine del Sedicesimo secolo il pomodoro era coltivato solo nelle regioni temperate meridionali e, nel nostro Paese, in Sicilia e in Campania. Solo più tardi si diffuse anche al Nord, dove ancora oggi viene coltivato intensivamente anche per l’industria conserviera.

   Pur essendo quindi, presente da cinque secoli nella cucina italiana, alcuni provocatoriamente sostengono  che  il pomodoro è uno “straniero” e che quindi andrebbe bandito  dalla nostra cucina per tornare alle origini…

   Il pomodoro  risulta essere l’ortaggio più diffuso in Italia ed il suo consumo, pro capite, è di ben 50 kg all’anno. E sempre per rispondere alla domanda provocatoria viene da chiedere: chi se la sentirebbe di rinunciare agli spaghetti al pomodoro,  alla pizza napoletana e a tutti quei piatti di carne, pesce, insalate e via di seguito dove il pomodoro aggiunge una indispensabile nota di colore e di gusto ?

   Pensate che  gli spaghetti fino alla metà dell’800 venivano mangiati in bianco conditi con il formaggio, solo più tardi acquistarono, grazie al pomodoro usato come condimento, popolarità diffusa tra tutti i ceti sempre più crescente finché divennero protagonisti di tantissime ricette.

   Le sue  varietà hanno un preciso impiego.

Per l’insalata il migliore è senza dubbio il “cuore di bue”, compatto, con pochi semi, squisito anche solo con un pizzico di sale E quelli a ciliegia? I Perini? I Pachino? di cui il più noto è il ciliegino  che viene coltivato in un lembo della Sicilia Sud-orientale che pare essere il migliore  habitat del mondo per questa specie?

   Infinite sono le sue varietà. La cucina napoletana che aveva  guardato con diffidenza tale prodotto per vari secoli, oggi  viene quasi identificata proprio con questo prodotto. I più antichi ricettari non fanno menzione fino alla metà del Settecento dei pomodori finché da quell’epoca in poi la cucina regionale italiana ha dato alle preziose bacche rosse il giusto spazio.

E’ inutile dilungarsi perché ognuno di noi conosce perfettamente molti tipi di questi pomodori anche se non tutti.

Quali sono i vantaggi per la salute? Il  pomodoro trabocca di nutrienti specialmente quando è ben maturo.

I pomodori forniscono buona quantità di Vit C, Carotenoidi e Potassio ( quelli rossi contengono fino a quattro volte il Beta-Carotene di quelli verdi).

Ma contiene anche il Licopene che è il più vivace antiossidante della classe dei carotenoidi nel catturare i pericolosi elettroni dei radicali liberi, così dannosi alle cellule a ai tessuti del nostro organismo. E’ per questo che viene consigliato dalla classe medica !

Sfortunati sono quegli individui che ne sono allergici. Non possono ricorrere a loro come  terapia antiossidante né  gustarlo  nei numerosi piatti a tutti noti.

Ma anche se  sono stati condotti numerosi studi sugli animali e relativamente pochi sull’uomo, il risultato rivela una specifica azione immunostimolante da parte del Licopene e del Beta-carotene quindi hanno il potere di  proteggerci sia stimolando le difese sia combattendo i radicali liberi.

Pensate che  Waltz e collaboratori ( British Journal of Nutrition-giugno 1999) hanno somministrato  a 23  volontari per due settimane una lattina di succo di pomodoro al giorno contenente ben 49 mmg di licopene e ne hanno studiato  la funzione immunostimolante. Ne è risultato  che il potere immunitario  era notevolmente “esaltato “. Mentre in un altro gruppo, sempre di volontari, cui era stata somministrata una dieta povera in vegetali, si è riscontrato che la  funzione immunitaria era notevolmente “depressa”.