Il singhiozzo

 

E’ un suono caratteristico prodotto dalla contrazione involontaria del diaframma, seguita da una rapida chiusura della glottide. Può essere presente anche nella vita intrauterina.

E’ determinato da una “stimolazione” del nervo frenico (nervo che innerva il diaframma) dovuta a cause diverse, dal semplice passaggio di cibo lungo l’esofago, alla sensazione di freddo  (sia generale che locale) che il neonato  può avvertire durante il cambio del pannolino ecc., sia quando ingerisce il latte dal poppatoio, ma molte altre possono essere le cause: come un pasto troppo veloce, poco caldo (per non dire piuttosto freddo), ad una alterazione dello stato di acidità dello stomaco, o un’eccessiva introduzione di aria  durante il pasto ecc..

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola posto trasversalmente al tronco, separa la cavità addominale dalla gabbia toracica. Infatti la superficie superiore – convessa – forma il pavimento della gabbia toracica mentre la superficie inferiore - concava - forma il tetto della cavità addominale.

Durante la respirazione si alza e si abbassa contribuendo a compiere gli atti respiratori.

Il singhiozzo è un atto parafisiologico che non disturba il lattante, normalmente dura pochi minuti, si presenta con maggiore frequenza nei maschietti e nei bambini che presentano una maggiore facilità al rigurgito.

Man mano che il bambino cresce si ha una “maturazione” del coordinamento dei riflessi dello stomaco ed intestino ed il “fenomeno” singhiozzo si attenua fino a scomparire (intorno all’anno).

Se il lattante è alimentato al seno, si può riattaccarlo, altrimenti si può somministrare qualche cucchiaino d’acqua. Meglio ancora… non far niente.

Solo se si presenta con una certa frequenza e permane a lungo ed il lattante appare sofferente è bene informare il pediatra.