IL SOLE: ABBRONZATURA:

 

1) Ma è vero che il Sole fa male?.... (domanda giunta via e-mail il 3 giugno 2005).

2) Spesso vedo sulla spiaggia delle persone (per lo più ragazze) che stanno sdraiate al sole per ore anche durante le ore di pranzo… ma …(domanda giunta via e-mail 12 giugno 2005).

3)Ho due bambini uno di poche settimane l’altro di due anni. Andando al mare… quali accorgimenti?... (domanda giunta via e-mail il 20 giugno 2005).

 

 

Molti pensano che la pelle sia una semplice copertura dell’organismo, altri la considerano il “vestito del corpo”. In realtà è un vero e proprio organo  in continuo rinnovamento e cambia continuamente dal momento della nascita  all’età adulta.

     La cute risulta costituita da due strati: l’epidermide (la parte più esterna) e il sottostante derma.

Mentre il derma del bambino è pressoché uguale a quello dell’adulto, lo strato più esterno, cioè l’epidermide, si discosta notevolmente come composizione  rispetto a quello dell’adulto.

Lo strato corneo, ad esempio, che fa parte appunto dell’epidermide, soprattutto  nel prematuro, leggermente meno nel neonato, risulta molto più sottile essendo formato da un  numero  inferiore di strati cellulari. Aumenta di spessore con l’accrescimento.

Lo strato corneo viene descritto come un pavimento formato da mattoni (chiamati corniociti) e da  una “malta” che li tiene uniti formata da lamelle  lipidiche, cioè da grasso.

 

 La pelle del neonato differisce da quella dell’adulto per vari motivi.

E’ meno pelosa, ha meno secrezione di ghiandole sudorifere e sebacee, è più sottile, ha meno connessioni intercellulari  e meno melanosomi (strato corneo, granuloso e lucido; sono molto sottili).

Queste differenze sono più evidenti nei neonati pretermine.

Per questo i neonati non sono in grado  di sopportare stress termici né la luce del sole; hanno una maggiore perdita di acqua transepidermica e maggiore penetrazione di sostanze tossiche e medicinali e sono più soggetti  a sviluppare vesciche o erosioni, come risposta al calore, agli agenti irritanti, a traumi da medicinali, a condizioni infiammatorie della pelle ecc.

 

Durante i primi mesi di vita   la cute del neonato si sviluppa e si modifica soprattutto nelle prime settimane. E’ molto sottile, come è stato accennato, (soprattutto lo strato corneo) ed è coperta da una minore quantità di peli (anch’essi hanno una funzione protettiva), è molto più ricca di acqua rispetto a quella delle età successive e  possiede limitate capacità di difesa nei confronti delle infezioni non essendo capace di produrre anticorpi. E’ per questo che è bisognevole di  maggiori cure  e di maggiori attenzioni.

La cute del neonato oltre alla funzione di barriera, cioè protettiva, ha anche la funzione di  un bilanciamento dei fluidi che la circondano e la sua immaturità la rende estremamente vulnerabile.

Lo strato corneo che si trova nell’epidermide sia dell’adulto che del neonato rappresenta una barriera che limita e governa  la  penetrazione di tutte le sostanze sia fisiche che chimiche che vengono a contatto con l’organismo.

 

 

 

 

 

 

 

Il sole e le sue radiazioni elettromagnetiche

 

Il sole emette numerosi raggi:

- i raggi ultravioletti (invisibili all’occhio umano né percettibili)

- i  raggi infrarossi che  riusciamo a percepire come  “calore”

- i raggi luminosi 

 

I raggi ultravioletti sono i più insidiosi! Forse perché,  non vedendoli né sentendoli, né conoscendo la loro azione sul nostro organismo  gran parte della popolazione non se ne difende adeguatamente. Sappiamo solo che producono la tanto amata “abbronzatura”!!! E’ vero, questa fa apparire “più gradevoli”, più giovanili, più alla moda….come è vero che sdraiandoci al sole e rilassandoci, allontaniamo tutti i nostri problemi e questo è un valido motivo per ricaricarci psicologicamente.

 Il sole viene considerato un antidepressivo naturale…Per non parlare del contributo che fornisce nell’aumentare le difese immunitarie e nello stimolare l’organismo a produrre la vitamina D (calciofissatrice) ecc. Ognuno di noi conosce le “virtù” del sole……


    E di questo si è fatta un’industria!!!

 

 

E i raggi ultravioletti?

Di questi non si parla se non in termini fumosi, ambigui e fuorvianti..

E allora diciamolo in parole povere, crude forse violente: possono provocare l’invecchiamento della cute e …facilitare l’insorgenza dei tumori.

 

Scolasticamente parlando, i raggi ultravioletti vengono distinti in :

1)     Raggi UVC

2)     Raggi UVB

3)     Raggi UVA                              

 

-  I raggi UVC,  non giungono  a noi in quanto sono assorbiti dallo scudo dell’ozono che si trova intorno alla terra  ad un’altezza fra i 15.000 e i 25.000 metri   (che oltre ai  raggi UVC  arresta anche i raggi X, i raggi Gamma ed i raggi cosmici) e qualora il famoso buco dell’ozono si  ampliasse, tali raggi raggiungerebbero il nostro organismo con risultati devastanti.

 

     - I raggi UVB. Raggiungono il nostro organismo, si fermano nella parte più esterna della cute cioè l’epidermide, vengono assorbiti e provocano dopo pochissimo tempo (poche ore) il rilascio di molecole che hanno la caratteristica di provocare una vasodilatazione dei capillari del derma sottostante con conseguente arrossamento  (“eritema solare”) meglio conosciuto  con il nome di “scottatura da sole” con sensazione di bruciore e, a volte, formazione di bolle. Producono quindi dei danni alle cellule della pelle fino a condurle a morte. Quelle morte verranno poi sostituite!

 

  Oltre a questa reazione stimolano lo strato germinativo basale con la produzione di melanina  la quale provoca un aumento della pigmentazione della cute e tale pigmentazione può durare da 20 ai 25 giorni. (“abbronzatura”)

Il processo di  produzione di melanina  con conseguente iperpigmentazione della cute richiede  circa 6-7 giorni ed ha una azione protettiva.

Inoltre  se la vasodilatazione interessa vaste zone della pelle, con l’azione concomitante dei raggi infrarossi, si può avere una abbondante sudorazione con conseguente perdita di liquidi e, di conseguenza, disidratazione della pelle. La cute dell’adulto può reagire aumentando di spessore.

Pertanto  i raggi UVB a contatto con il nostro organismo provocano:

1 - vasodilatazione con conseguente arrossamento della cute (eritema solare)

2- disidratazione della pelle

3- ispessimento della pelle (come meccanismo di difesa) conferendo  alla cute

    l’aspetto della   pelle del marinaio  (ipercheratosi)

4- sempre come meccanismo di difesa, la cute può far aumentare la produzione

    di peli:  ipetricosi.

 

 

  - I raggi UVA. Questi raggi hanno la capacità di attraversare l’epidermide e giunti nel derma vengono assorbiti provocando la produzione di una fugace pigmentazione (per maturazione della  melanina).

      I raggi UVA (anche quelli emessi dalle “lampade abbronzanti”) arrivano in profondità e possono avere come bersaglio le cellule staminali che si trovano appunto negli strati più profondi della pelle e che hanno il compito di rigenerarla (che come è stato scritto viene continuamente rigenerata).

 

        I raggi UVA penetrando in profondità sono i principali responsabili dei danni a lungo termine, provocano infatti:

1-     alterazione e distruzione delle fibre del collageno con produzione di rughe (“fotoinvecchiamento della pelle”- foto-aging)

2-     alterazione delle fibre di elastina con conseguente rilassamento della cute

3-     macchie della pelle

4-     formazione di grande quantità di “radicali liberi” che facilitano l’ insorgenza di tumori (tumori fotoindotti)

 

     Un danno alle cellule staminali (che sono in intensa proliferazione) può far “deviare” il loro normale sviluppo… “facendole impazzire”.  Mentre i raggi UVB fermandosi negli strati più superficiali provocano solo reazioni locali.

 

Oltre a questi ci sono :

   - I raggi luminosi  che attraversano sia l’epidermide che il derma. Non provocano danni.

-         I raggi  IR . Sono raggi termici, producono solo  calore.

 

 

    Più alto è il sole in cielo maggiori sono le radiazioni U.V.

Durante il periodo estivo (nelle nostre latitudini) le radiazioni solari sono più intense  specie tra le ore  10 e le 15 ( il massimo a “Mezzogiorno solare”), mentre nel periodo invernale i raggi solari cadono  con una certa angolatura e questo attenua notevolmente  gli effetti dannosi.

Altro fattore che influisce sulle radiazioni solari è l’altitudine: più si raggiungono quote alte  minore è il tragitto dei raggi solari. Si è calcolato che ogni 1000 metri di altitudine l’intensità dei raggi U.V. aumenta di circa il 20 %.

L’azione riflettente dei raggi solari è un altro fattore di cui bisogna tener conto. I raggi si riflettono con estrema facilità dalle superfici bianche (neve, muri imbiancati ecc.) ma anche dalla superficie dell’acqua (mare, lago ecc..) dalla sabbia, un po’ meno dal prato…

      Non possiamo trascurare di accennare alla costituzione del soggetto che si espone al sole!!

Vi sono dei soggetti che hanno una predisposizione alle “scottature solari”, altri che non si abbronzano mai! Questo dipende dal FOTOTIPO cui appartiene il soggetto.

      I soggetti sono stati suddivisi in 6 Fototipi (dai più sensibili ai più tolleranti) a seconda delle loro caratteristiche somatiche:

FOTOTIPO  1:  pelle lattescente, capelli rossi   

FOTOTIPO 2 :  pelle chiara, capelli dorati

FOTOTIPO 3 :  pelle chiara, capelli biondi

FOTOTIPO 4 :  pelle chiara, capelli castani

FOTOTIPO 5 :  pelle scura, capelli castani

FOTOTIPO 6 :  pelle olivastra, capelli scuri.

 

 

 

Dulcis in fundo: l’alimentazione!

Più è ricca di carotenoidi (betacarotene, licopene, cantaxantina) migliore sarà l’abbronzatura e minori saranno i danni! I carotenoidi, infatti, stimolano la naturale sintesi della melanina, accelerano il processo di abbronzatura intensificandola e proteggendo le cellule dai radicali liberi!

Alimenti ricchi di Vitamina E,  A e C e Selenio nonché l’olio di Avocado e l’aloe vera hanno una notevole importanza sia per migliorare l’abbronzatura che per ostacolare (con la loro azione antiossidante) l’azione nociva dei radicali liberi!

     In Canada da diversi anni, hanno introdotto l’indice U.V. e da pochi anni haottenuto un riconoscimento ufficiale dall’Organizzazione  Mondiale della Sanità.

Su tratta di una “SCALA” che  va da un minimo di 1 ad un massimo di 12 e che corrisponde all’intensità dei raggi misurabile in montagna in una giornata limpida di sole.

    Più alto è l’indice, maggiore è il rischio di insolazione! E quindi di subire danni.

    L’Indice U.V. viene aggiornato quotidianamente da METEO SVIZZERA e pronostica l’intensità dei raggi U.V. sulla superficie della terra in generale e in particolare di alcune località della Svizzera, il tutto corredato da numerosi consigli e informazioni tecniche.

 

 Anche in Italia - per tutta l’estate - il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica militare indica giornalmente la quantità di radiazioni ultraviolette che raggiungono il suolo delle principali città italiane. Questo per consentire di poter ricorrere ad una adeguata protezione non solo della pelle ma anche degli occhi.

Sì anche gli occhi perché i raggi solari possono provocare: 

-         un danno fotochimico corneale con sensazione di intenso bruciore agli occhi;

-         un danno al cristallino con opacità e sviluppo di cataratta;

-         un danno retinico (dall’edema maculare alla retinopatia solare al terribile melanoma oculare e soprattutto alla degenerazione maculare senile che, come sappiamo, è tra le principali cause di cecità nel mondo);

-         un danno congiuntivale con abnorme reazione della congiuntiva all’esposizione  ai raggi U.V.A.

       Come possiamo difenderci dai raggi solari ! E qui mi viene in mente la frase che era solito ripetere il noto dermatologo americano Fitzpatrick: “tutta la nostra vita è una battaglia costante contro il sole!”

        Ma quali accorgimenti si devono prendere quando si porta il bambino al mare?

 

-         Innanzitutto usare le più scrupolose precauzioni nei primissimi giorni di

     soggiorno al mare!

 

-         Il neonato non deve mai stare a contatto diretto con il sole finché non abbia  raggiunto almeno l'anno di età.

  

-         Se si porta in spiaggia, deve stare sotto un ombrellone (ricordarsi che i “raggi

solari”   passano   anche attraverso la tela dell'ombrellone stesso specie se la  

         trama del tessuto  non è molto fitta)

 

-         E’ bene sollevare anche il tettino della carrozzina per essere sicuri che i raggi solari filtrati  non raggiungano la pelle del neonato. La "carrozzina"  o il “port-enfant" inoltre, dovrebbero comunque essere al di sopra del livello della spiaggia, riparata dal vento  che potrebbe sollevare la sabbia, e  posizionarlo  in

     modo che gli occhi non  guardino  in  direzione  del sole!! (per  ripararlo anche   

    dai cosiddetti raggi riflessi), quei raggi  cioè, che si riflettono da  ampie     

    superfici  (come acqua, sabbia, neve) che producono  gli  stessi danni.

 

-         Regola generale inoltre: vanno assolutamente evitate le ore "calde"  (dalle 10 alle 15) ed “il sole va preso a piccole dosi”.

 

 

-         La testa è bene che sia coperta con un cappellino di cotone possibilmente bianco e la quantità dei vestitini sia regolata a seconda della temperatura esterna.

 

-         Le ore migliori per portarlo all'aperto sono quelle del primo mattino e quelle del tardo  pomeriggio. Sia perché sono quelle meno calde sia perché, qualora il bambino  dovesse subire l’esposizione ai raggi del sole, questi sarebbero meno nocivi. I raggi  delle ore centrali della giornata sono insidiosissimi. Ricordiamoci che i raggi del sole  attraversano sia   l'ombrellone  che le nuvole.

-         Durante tali ore è preferibile farlo soggiornare in una "pineta" molto ombreggiata.

 

-         Sulla  pelle  del  neonato è  preferibile  non mettere

          prodotti di "protezione solare",  ma, se  questo  può

          rassicurare la madre, si può ricorrere  ai  cosiddetti

          schermi  fisici  (ossido di zinco o biossido di titanio)

          che non  penetrano  nella  pelle  e  che  sono  meglio

          tollerati dei filtri chimici che sono invece consigliati

          al bambino dopo l’anno di età  (purché il  fattore  di protezione sia molto  

          elevato!!) .

 

-         Con il caldo, sia gli adulti che i bambini, perdono molti liquidi attraverso il sudore e  questi debbono essere reintegrati con l'assunzione di altri liquidi (acqua, succhi di frutta…).

 

-         Gli occhi del neonato debbono essere anch'essi protetti sia dalla forte luce che dai raggi  solari, ottimo quindi quel cappellino con visiera, poi se il bambino è più grande si possono far portare degli occhiali da sole muniti di filtro solare di ottima qualità.

 

   -   Solo nei bambini più grandicelli possiamo applicare sulla pelle quei prodotti di

       protezione che vanno applicati più volte al giorno specie se il bambino esce ed

       entra in  acqua, ma l’applicazione di tali prodotti non deve indurre a prolungare

       il tempo di esposizione al sole! La regola rimane la stessa “ bisogna sempre  

       evitare la prolungata esposizione ai raggi solari  specie nelle ore più calde”.

 

-         Mutandine e maglietta bianca che coprano soprattutto le spalle, sono sempre da

     consigliare. Tali precauzioni debbono essere attuate soprattutto nei primi giorni

     di  soggiorno al mare se, poi, si ha l'abitudine di soggiornare al mare nei week- 

     end, tali  norme debbono essere le più scrupolose possibili, perché l'organismo

     non ha il tempo  di adattarsi al cambiamento del clima, e la pelle ha bisogno di

     vari giorni prima di  mettere in azione i meccanismi naturali di difesa contro i

     raggi solari.

     Ricordarsi che “le scottature solari” nell’infanzia aumentano il rischio

     dell’insorgenza del melanoma dell’età adulta.

 

-         La migliore protezione è quella di coprire o comunque di interporre tra il bambino ed    il sole indumenti a trama fitta.

 

-         Tenere sempre presente per quello che riguarda le creme ad alto fattore di protezione (più di 20), che anche le migliori  non proteggono  completamente il bambino. Sono efficienti contro i raggi UVB (quelli che provocano “l’eritema solare”) ma risultano poco efficaci nel fermare i raggi UVA (quelli dell’invecchiamento e dei… tumori).

Si possono applicare le “creme dopo sole” che hanno proprietà lenitive ed idratanti.

                

  Infine mi piace sottolineare che  quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutare  anche la possibilità di avere un luogo dove poter far trascorrere le ore più calde della giornata al bambino che non  sia la spiaggia, bene quindi una pineta vicino, molto ombreggiata o un giardino con alberi frondosi.

 

                                              Bibliografia

 

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Hurvitz S. Clinical Pediatric Dermatology. A textbook of skin disorders of childhood and adolescence. II Ediz. WB Saunders, Philadelphia 1989-1993

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