Il sole e il melanoma

 

Il melanoma è un tumore maligno della cute che si origina nei melanociti, che sono quelle cellule deputate alla sintesi della melanina (la cui maggiore o minore presenza nella cute produce, di regola, la pigmentazione cutanea).

I melanociti cutanei  svolgono un ruolo protettivo nei confronti dei raggi solari.

Nel bambino e nell’adolescente i melanociti sono più sensibili al sole,  tanto che si possono creare delle alterazioni nel loro DNA, che portano alla formazione di nevi instabili e che possono degenerare in formazioni maligne.

Più il soggetto è giovane e più la sua cute reagisce all’esposizione del sole, con l’abbronzatura, con le ustioni solari con formazione di bolle, che normalmente sono più intense rispetto a quelle che si possono verificare in un adulto.

Il melanoma è un tumore molto aggressivo in quanto tende ad invadere gli strati cutanei più profondi e a diffondersi, con cellule cancerogene,  nelle linfoghiandole regionali e negli organi sia limitrofi che a distanza (metastasi).

E’ un tumore raro, anche se in questi ultimi  decenni si è verificato un forte incremento dei casi, non solo in Italia ma anche in altri Paesi  soprattutto in quelli più industrializzati.

Le condizioni che sembrano favorire l’insorgenza del melanoma, sono:

 

1)  l’aumento, nella  popolazione, dell’esposizione al sole di tutte le parti del corpo; i raggi  ultravioletti, presenti nei raggi solari, danneggiano particolarmente il DNA, e sono proprio questi i responsabili maggiore dell’insorgenza del melanoma.

 

2)  l’errata modalità di questa esposizione;

3)  fattori costituzionali: pelle chiara, occhi azzurri, capelli rossi  (infatti nelle popolazioni di colore l’incidenza è solo un decimo di quella che si riscontra nella popolazione bianca).

 

1) Le lunghe esposizioni al sole sembrano contribuire significativamente all’aumento  del rischio di insorgenza. Il pericolo - in particolare- sembra derivare dalla somma delle radiazioni ricevute dalla nascita in poi, soprattutto quelle riportate  durante l’infanzia.

 

Il rischio aumenta maggiormente se si sono riportate delle violente scottature ed il rischio aumenta ancora di più se il soggetto ha la pelle e gli occhi chiari, capelli biondi o rossi, e  se il suo corpo è ricoperto da lentiggini.

Sono gli effetti sulla cute, a lungo termine, dei raggi solari i quali oltre a provocare “un’abbronzatura ritardata” possono favorire lo sviluppo di epiteliomi.

L’esposizione a forti quantità di luce solare può provocare (anche se con un’incidenza minore) l’insorgenza del melanoma.

La fotoprotezione con creme solari ha un effetto protettivo sull’insorgenza degli  eritemi, dei tumori  basocellulari e spinocellulari, ma non  - almeno completamente – sull’insorgenza del melanoma.

Pertanto l’uso delle creme rimane sempre consigliabile, pur sapendo che non offrono una protezione  assoluta!

Riducono l’intensità degli U.V.R. che colpiscono la pelle allungando il tempo dell’esposizione prima che insorgano i danni.

Infatti le creme protettive sono efficaci nel ridurre la penetrazione dei raggi solari nella pelle, ma non di annullarli!

Una crema con protezione 4 o 6 significa che moltiplicherà per quattro o per sei il tempo di esposizione al sole prima che il soggetto   presenti gli effetti indesiderati!

Ma se da una parte proteggono, da un’altra parte espongono il soggetto (specie se giovane o predisposto) ad   effetti collaterali (reazioni allergiche).

Come è bene ricordare che le creme solari sono delle sostanze “cosmetiche” e non medicinali. 

Non sono disponibili dati clinici che dimostrino la loro efficacia nella prevenzione del cancro della pelle.

Una protezione assoluta si ottiene indossando indumenti che coprano  la superficie del corpo!

E’ bene evitare  l’applicazione di creme in bambini al di sotto dei sei mesi!

 

2) Ma il melanoma non insorge solo per colpa dell’esposizione al sole! Sembra, secondo alcuni ricercatori, che la presenza di alcuni geni nel DNA dell’individuo accresca l’incidenza.

      Il fatto poi, che ci sia familiarità contribuisce ad aumentare la credibilità di tale supposizione etiologica.

 Ecco perché si parla di una teoria genetica. L’avere un familiare affetto da melanoma aumenta il rischio, rischio che aumenta con l’aumentare del numero dei familiari  con presenza di melanoma.

Così, se il soggetto presenta numerosi nei disseminati sulla superficie del corpo.