L’alimentazione nell’infarto

 

Nella prevenzione e durante la terapia dell’infarto, quale alimentazione consiglia?

   L’alimentazione “ mediterranea”,  calibrata o , come io preferisco chiamarla, “bilanciata”, preferibilmente personalizzata, ricca di antiossidanti (frutta e  verdura).   Per quanto riguarda le proteine è bene assumere almeno due volte a settimana, quelle contenute in  alcuni tipi di pesce tra cui lo sgombro, la trota, le sardine, l’aringa, il tonno ed il salmone. Questi pesci, inoltre, sono  particolarmente ricchi di acidi grassi Omega 3 che riescono  a far diminuire la maggior parte dei fattori di rischio per l’infarto.

   Negli altri giorni della settimana è bene ricorrere alle proteine vegetali ( contenute nei legumi ).

   I soggetti cardiopatici, con alti fattori di rischio per l’infarto  e/o elevata trigliceridemia, è bene che assumano  anche  da 1 a 4 grammi di olio di pesce concentrato ad alto tenore di acidi grassi Omega 3.

   La ricerca è partita dal noto “paradosso eschimese”, ovvero il riscontro di una bassa incidenza di malattie cardiovascolari in una popolazione la cui dieta è tra le più ricche in lipidi nel mondo.

   Molti ricercatori delle Università del Nord Europa hanno dimostrato che il consumo regolare di “pesce grasso” (ad alto contenuto di acidi grassi omega3) o una supplementazione di specifici integratori, modifica in senso favorevole la maggior parte  dei fattori di rischio per l’infarto.

   Queste sostanze, infatti, oltre ad avere un effetto anticoagulante, riducono i livelli della pressione arteriosa, la lipidemia e l’insorgenza di aritmie cardiache.

   E’ bene considerare che  i cosiddetti “alimenti arricchiti” non contengono concentrazioni sufficienti di Omega 3. Inoltre esistono problemi di purezza, provenienza e stabilità del prodotto. Per questo si è pensato che, forse, è meglio  ricorrere alla somministrazione di un farmaco a base di Omega 3.

    Riassumendo:

     A)  In un soggetto sano, per prevenire l’infarto:

-    seguire una dieta bilanciata personalizzata

-    controllare il peso

-    promuovere un’attività fisica

-    assumere pesce almeno due volte  a settimana

-    ricorrere spesso- negli altri giorni della settimana- alle  proteine vegetali

                                                                          (fagioli, lenticchie, ceci, ecc.)

-     includere cibi ed olii ricchi di acido alfa-linoleico (olio di  semi di arachide,di

                                                                                       soia, di nocciola)

B)   In un soggetto, invece,  affetto da infarto (cardiopatia  ischemica   

                                                                                     documentata):

-     controllo del peso

-     promuovere un’attività fisica  adeguata

-     consumare circa 1 g di acidi grassi Omega 3 al giorno

-     dieta bilanciata,  personalizzata e specifica per infarto 

-     eventuale supplementazione di Epa + Dha in base a  consiglio medico

C)     Pazienti in cui è necessario ridurre i livelli di  trigliceridi nel sangue:

-      Oltre ad una dieta bilanciata  personalizzata e specifica per 

        l’ipertrigliceridemia e  un adeguato  tenore di vita e di attività fisica, è bene

        che assumano  da  2 a 4 grammi di Epa +  Dha  al giorno in capsule e

        sotto controllo medico.

Si tenga presente che ad ogni patologia corrisponde una specifica “alimentazione”.