P.S.A.T.P.A.

Carcinoma prostatico

 

Cos’è il P.S.A.?   e quando aumenta?   (domanda giunta via e-mail il 24 marzo 2006)

P.S.A. è l’antigene specifico della prostata, si trova nel sangue sia in forma libera (free-PSA) che legata alla alfa-antichimotripina.

E’ presente:

-        nel tessuto prostatico normale

-        nelle prostatiti

-        nell’adenoma prostatico

-        nel carcinoma prostatico

-        dopo manipolazione della prostata (esplorazione rettale, biopsia). 

   Ai fini di una corretta valutazione clinica è interessante valutare il rapporto tra il free-PSA e il PSA Totale. Il rapporto va considerato dubbio tra 10 e 20, patologico se minore di 10, segno di un’ipertrofia prostatica benigna se superiore a 20.

  Associato ad altri esami strumentali è utile test di conferma nel caso di tumori alla prostata ma soprattutto è utile nel follow-up postoperatorio per la determinazione di eventuali recidive o metastasi. Infatti il PSA trova un utilissimo impiego per stabilire un’eventuale progressione della malattia o dopo intervento chirurgico associato a terapia. Viceversa diminuisce quando la malattia è ben controllata dopo interventi terapeutici.

Esistono interferenze in caso di patologie anche benigne (come l’ipertrofia prostatica) anche se in questi casi difficilmente il PSA aumenta fino a superare valori di 20 ng/ml. 

Da evitare accuratamente il dosaggio dopo manovre quali possono essere massaggi prostatici, esplorazioni rettali o procedure strumentali endoscopiche.

Il TPA (Antigene Polipeptidico Tessutale) è una proteina che può essere prodotta da diversi tipi  di tumori (cancro della mammella, ovaio, polmone, tumori dell’apparato digerente, vie urinarie).

 Il TPA più che rappresentare un marcatore specifico di  patologia tumorale è un indice di proliferazione cellulare. Il suo aumento  è correlato alla velocità di accrescimento tumorale più che alla massa tumorale. Pertanto il TPA è utile nel follow-up di pazienti con tumori già  accertati più che nella fase diagnostica.

Un aumento del TPA può essere presente anche in malattie non neoplastiche quali la cirrosi epatica, le infezioni del tratto biliare, epatiti in genere, infezioni del tratto respiratorio.

 E’ preferibile sospendere il fumo 72 ore prima del test. 

Il PSA è un marker più sensibile della fosfatasi acida prostatica.

In caso di carcinoma prostatico ha una specificità del 96 % ed una sensibilità dell’80 %.

E’ bene ripetere che siccome “si innalza” anche nell’ipertrofia prostatica benigna e nelle prostatiti, crea problemi per una diagnosi differenziale soprattutto negli stadi iniziali del carcinoma prostatico; proprio negli stadi iniziali di questa malattia la determinazione del PSA non apporta grandissimi vantaggi. 

E’ stato proposto di eseguire degli screening di massa per il tumore della prostata mediante PSA ma i risultati ottenuti non sono stati significativi nel ridurre la mortalità a causa della loro limitata accuratezza (lo sostiene uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine).

Di modo che si è concluso che non è molto sensato sottoporre tutti gli uomini che abbiano superato i 50 anni a questo test  come screening di massa in quanto lo screening con PSA è poco specifico, comporta molti accertamento inutili (biopsie) e soprattutto ha una sovradiagnosi enorme: a essere ottimisti, su 20 carcinomi scoperti dallo screening almeno 10 (ma secondo altre stime fino a 15) non sarebbero comparsi nell’arco della vita. La loro scoperta comporta invece “gratuitamente” la coscienza di essere un canceroso, e nella maggioranza dei casi  una terapia inutile (se chirurgica con il 10 per cento di incontinenza urinaria grave e il 90 per cento di impotenza sessuale).

Quindi no all’utilizzo del dosaggio del PSA nel sangue per uno screening generalizzato del cancro della prostata.  Questo è il verdetto del documento congiunto sottoscritto da più di venti società scientifiche di epidemiologi, medici di famiglia e urologi, al termine di una conferenza di consenso tenutasi a Firenze nel mese di maggio 2005 sul controverso tema della diagnosi precoce del cancro della prostata e pubblicato ora.

Le motivazioni, sostenute punto per punto da studi clinici condotti secondo criteri più rigorosi, riguardano  i dubbi ancora non sciolti  sulla sua efficacia nel ridurre la mortalità e, soprattutto il fatto, ampiamente dimostrato, che tramite lo screening sono diagnosticati (e quindi operati) anche  tumori  che non si sarebbero mai manifestati.

Perciò i medici  dovrebbero usare la cautela di prescrivere il test solo dopo aver informato i propri pazienti su vantaggi e svantaggi, come avverte Bisanti: ” E’ chiaro che se il PSA è normale il paziente è rassicurato; ma  bisogna aver presente che potrebbe essere falsamente rassicurato, qualora rientrasse in quella proporzione dei casi (20 % dei carcinomi) in cui l’antigene è basso, ma il cancro esiste lo stesso. Inoltre- e questa è la variabile più importante in gioco- un PSA elevato diagnostica anche tutti quei cancri prostatici che gli autori anglosassoni definiscono “latenti”: tumori a lenta crescita e a bassa aggressività che non avrebbero mai dato segni durante tutta la vita. Tali tumori sono molto frequenti, come dicono le statistiche dei ritrovamenti occasionali nelle autopsie di maschi oltre i 50 anni morti per altre cause.

 Il 30 % delle prostate contiene un carcinoma,  mentre il rischio  di manifestarne uno nell’arco della vita  media è solo dell’8 %. Purtroppo i carcinomi latenti non sono distinguibili da quelli che invece, si dimostreranno aggressivi”. 

   Stefano Ciatto del Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica, ha espresso con forza quella stessa convinzione sulle pagine del British  Medical Journal: “Se si vuole fare l’interesse del paziente, bisogna precisare che non è corretto sostenere, come fanno gli oncologi americani, che un PSA sopra i 4 ng/ml segnala un 25 per cento di possibilità di avere un cancro alla prostata: in realtà esso significa un 25 per cento  di possibilità di avere una biopsia e una diagnosi istologica di cancro con il rischio di una “sovradiagnosi”, cioè la scoperta di tumori che non avrebbero messo a repentaglio la vita. Considerato che l’atteggiamento prevalente è che tutti i tumori trovati vanno rimossi, vi sarà un certo numero di danni iatrogeni del tutto inutili; e non si parla di effetti collaterali banali, ma di impotenza e impossibilità di trattenere l’urina, con le relative implicazioni psicologiche. Inoltre, se verrà accolto l’invito, proveniente da alcuni ambienti scientifici statunitensi, di abbassare il limite del PSA considerato patologico da 4 a 2,6 ng/ml, questo eccesso di zelo comporterà un aumento di diagnosi di tumore con conseguente ed il tutto sarà destinato ad  aumentare prima che sia stata dimostrata la effettiva riduzione della mortalità per opera dello screening”.

Non basta quindi la mezza età per sentirsi a rischio e premere per avere la prescrizione del dosaggio del PSA: in attesa di studi chiarificatori è raccomandabile fare l’esame solo se, a seguito di consultazione medica, viene formulato un sospetto di tumore o se esiste una forte (più parenti) familiarità per carcinoma prostatico. In questo caso l’esame del PSA mantiene tutta la sua utilità per una diagnosi tempestiva di tumore della prostata. 

Le conclusioni del documento di Firenze

1-   non esistono, al momento, prove scientifiche che suggeriscano l’esecuzione del test del PSA in uomini che non accusano sintomi.

2-   Il PSA resta uno strumento valido per la diagnosi del tumore della prostata  nel caso in cui  esista un sospetto, anche minimo, dell’esistenza di tale patologia.

3-   Il dosaggio del PSA in uomini senza sintomi può essere prescritto, a giudizio del medico, in base agli elementi clinici a sua conoscenza e previa informazione  del paziente sui pro ed i contro della determinazione dell’antigene in assenza di un sospetto diagnostico o di fattori di rischio.

In un recente congresso internazionale sul PSA tenutosi a Pisa (2005) si è parlato di nuove strategie più promettenti che si stanno sperimentando per superare gli attuali limiti diagnostici del tumore (sezioni laser dei nuclei cellulari per studiare modificazioni subite dai cromosomi  in seguito allo sviluppo del carcinoma prostatico ,per monitorare le variazioni in funzione dell’aggressività).

Comunque si è ribadito anche a Pisa il concetto che il dosaggio il dosaggio del PSA rimane sempre un metodo prezioso, purché (come sottolineato) si sappiano ben interpretare i risultati.

In altre parole “si deve prevedere un limite massimo di 2,5 ng/ml, al di sopra del quale di è tenuti ad effettuare accertamenti, mentre al di sotto di questo valore  l’interpretazione non va fatta sulla base di una singola determinazione”.

E’ bene pertanto che tale determinazione sia ripetuta nel tempo con prelievi successivi, tenendo presenti vari fattori, tra cui l’età del paziente, ma anche la correlazione, ormai accertata, tra malignità e rapidità di incremento dei valori, e l’ausilio di altre metodiche diagnostiche.

A tale riguardo, uno studio condotto su 757 uomini (pubblicato su European Urology- 2005- 47:29-37) sull’uso di TRIMPROB (sonda elettromagnetica a multifrequenza frutto della ricerca italiana, in grado di registrare lo spettro di assorbimento dei tessuti biologici), consente di raggiungere, in associazione con le indagini standard  la sensibilità diagnostica, per il cancro prostatico, superiore al 95 %.

Lo strumento  che rivela le variazioni di campo elettromagnetico emesso dalle cellule neoplastiche anche attraverso gli indumenti, si conferma come importante supplemento della altre metodiche diagnostiche (dosaggio del PSA) ed alla biopsia che nel 30 % dei casi risulta negativa malgrado la presenza di tumore.

Si sta  provando l’impiego di TRIMPROB anche nella vescica, sul fegato, stomaco, polmone e mammella per verificare la sua utilità nel porre diagnosi di tumore.

 

******Aggiornamento  Agosto 2012-08-25

PSA, PCa3, biopsia prostatica:quale ruolo?

 

La prevenzione primaria del tumore alla prostata   può essere realizzata attraverso una corretta alimentazione povera di proteine e di grassi animali, ricca di  verdure, ortaggi, aglio, the verde ,ed una regolare attività fisica.

Oltre 10 anni fa  era imperativo intervenire con la prostactomia  entro i 70 anni, attualmente 

È importante scoprire il tumore e combatterlo  con le più moderne radioterapie, con le terapie ormonali e soprattutto con la chemioterapia.

Aumentati livelli di PSA possono anche essere determinati  da una semplice prostatite o da ipertrofia prostatica benigna. Sarà l’urologo a valutare e fare la diagnosi precoce di tumore alla prostata.

 La biopsia prostatica è il solo metodo per confermare la presenza di un tumore della prostata.

Fino ad oggi solo un valore di  PSA inferiore  rispetto ai valori di riferimento specifico per l’età (2.5-6.5 ng/mL) poteva escludere la necessità di una biopsia. Altrimenti:esplorazione digito rettale,livelli di PSA, Ecografia Transrettale.

Un utile strumento per valutare in modo non invasivo la presenza

                                                     Bibliografia

M. Camici –Prostate cancer and prostate specific antigen screening. Minerva Med.

                    2004 feb. Pubmed

S. Pagliani –Tempo Medico n. 772 Nov. 2003

S. Nicoletto – Tempo Medico n. 784 ott. 2004

M.Parravicini, C.Del Boca- Is it convenient in a screening programme for prostate

                     tumor to do biopsy in people with PSA between 3 and 3.9 ng/ml?-

                    Arch. Ital Androl. 2003 jun (Pubmed)

S.Ciatto- Prostate-specific antigen: appropriate and inappropriate use. Recent Prog.

                    Med. 2003  Mar.

Bosset M, Bosset JF, Maingon P. –What to do a rising PSA after complete

                    remission post-prostatectomy? Cancer    Radiother. 2006 Mar.8

Van der Kwast TH, Roobol MJ.- Can PSA density be used to detect prostate

                   cancer?. Nat. Clin. Pract. Urol. 2006  Mar.

Ryan CJ, Small EJ – Prostate cancer update: 2005. Curr.Opin. Oncol. May 2006-

                   03-26

Catalona WJ, Loeb S, Han M- Viewpoint: limiting  prostate cancer screening Ann.

                    Intern. Med. Mar. 2006

Kaway M, Okajima K, Kobayashi K, Moriyama M- Combined use of PSA density

                    and free to total PSA ratio for Cancer detection from patients with PSA

                    elevations.  Pub Med feb. 2006

 

di tumore alla prostata è il punteggio PCA 3(Prostate Cancer gene 3) il cui punteggio può predire il volume tumorale  che insieme ad altri test clinici aiutando l’urologo nella diagnosi di tumore alla prostata.

 

Chirurgi ROBOTICA

L’urologia oncologica, specializzata nella chirurgia mini invasiva endoscopica, laparoscopica e robotica evita grandi incisioni in quanto fa uso di sottili strumenti chirurgici,inseriti nell’addome attraverso piccoli fori. Il chirurgo seduto ad una consolle manovra gli strumenti guardando un monitor tridimensionale,

 

 

 

                                                     Bibliografia

M. Camici –Prostate cancer and prostate specific antigen screening. Minerva Med.

                    2004 feb. Pubmed

S. Pagliani –Tempo Medico n. 772 Nov. 2003

S. Nicoletto – Tempo Medico n. 784 ott. 2004

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                     tumor to do biopsy in people with PSA between 3 and 3.9 ng/ml?-

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                   03-26

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Kaway M, Okajima K, Kobayashi K, Moriyama M- Combined use of PSA density

                    and free to total PSA ratio for Cancer detection from patients with PSA

                    elevations.  Pub Med feb. 2006