L’ ittero del neonato

 

Tutti i neonati presentano un livello di bilirubina al di sopra di quello che si riscontra nell’adulto.

L’iperbilirubinemia si manifesta come ittero nella prima settimana di vita.

L’iperbilirubinemia deriva da due situazioni:

1)         Aumentata produzione di bilirubina dovuta  alla relativa insufficienza del fegato del neonato - non idoneo, per il transitorio deficit di glucoronil transferasi, - a coniugare e quindi a smaltire con adeguata rapidità la bilirubina che produce in eccesso per la  fisiologica riduzione del patrimonio eritrocitario, che dal livello di 5,5 - 6 milioni di globuli rossi alla nascita, si abbassa a 5 – 4,5 milioni in alcuni giorni, con conseguente riduzione della vita media delle emazie (da 120 giorni  nell’adulto  circa 90 giorni).

         Oltre questa quota di derivazione emoglobinica dalla bilirubina non si può trascurare la quota  “emoglobinica”  che nel neonato risulta essere più che triplicata.

2)        Scarsa capacità, da parte del neonato, di eliminarla.

 

   L ’ittero inizia a comparire al volto  e si propaga a mano a mano verso il tronco, prima e gli arti inferiori poi.

Il fenomeno è parallelo all’aumento di bilirubina, pertanto un neonato che presenta ittero agli arti inferiori ha maggiori probabilità di presentare un aumento del livello di bilirubina.

L’ittero è fisiologico quando compare al 2° o al 3° giorno di vita, se compare nella prima ora deve richiamare l’attenzione del neonatologo (in quanto l’aumento della bilirubina può essere dovuto ad una qualche alterazione che ne produce, causa, l’iperproduzione, come può avvenire - ad esempio – nella malattia emolitica per eccessiva distruzione dei globuli rossi. Si entra allora nella patologia, in quanto all’ittero fisiologico si addiziona l’ittero patologico il quale  si  differenzia  dal primo in quanto i livelli della bilirubina aumentano di ora in ora, mentre nel fisiologico diminuiscono gradatamente.

 

Elevate concentrazioni di bilirubina si possono riscontrare anche in bambini sani. Quando nel neonato si verifica un aumento minimo della bilirubina, questo aumento può manifestarsi solo a livello delle sclere con una colorazione di giallastra più o meno intensa a seconda dei livelli della bilirubina).

Con il passare dei giorni i livelli di bilirubina nel sangue diminuiscono e così l’uso di farmaci o altre sostanze assunte dalla madre possono aumentare l’intensità e la durata dell’ittero.

Si ha così: L’ittero da latte materno che inizia più tardi (dopo la prima settimana di vita) quando ad un ittero fisiologico si aggiunge (se il neonato viene nutrito con il latte materno) quel lievissimo aumento di bilirubina che si riscontra nel periodo che va dal 12° al 21° giorno di vita (dovuto appunto al latte materno).

In questo caso l’ittero può prolungarsi per qualche settimana (anche 3 mesi)

Trattasi comunque di itteri fisiologici!

 

Raramente una sindrome di Gilbert si manifesta in periodo neonatale con la persistenza di una modesta iperbilirubinemia non coniugata senza franca evidenza di emolisi,   

Tale condizione è riferibile anch'essa a un deficit di UDPGT, che è però soltanto modesto, di più facile riscontro nel bambino più grande, è caratterizzata da un subittero delle sclere che si accentua in corso di digiuno, esercizio fisico, infezioni intercorrenti, talora associato a sintomi vaghi quali malessere generale o dolori addominali.

La bilirubinemia varia tra 2 e 5 mg/dl e la funzione epatica è normale.

La sindrome è autosomica dominante.  

In circa la metà dei casi è evidenziabile una modesta riduzione della vita media delle emazie.

Questa situazione di assoluta benignità può essere diagnosticata facilmente, nel bambino di qualche anno di età (e oltre) in base all'incremento dei valori di bilirubina di almeno il doppio rispetto al basale dopo una giornata di regime ipocalorico (400 kcal) e di esclusione lipidica

 

Ittero da latte materno. — Una iperbilirubinemia non coniugata è presente più frequentemente nei bam­bini allattati al seno rispetto a quelli alimentati con latte formulato.

L'ittero compare in circa 1 su 200 nati in 4° -7°  giornata e può perdurare settimane o mesi.

La tempora­nea sospensione dell'allattamento al seno lo attenua, ma l'ittero si ripresenta, anche se attenuato, alla ripresa dell'allattamento.

 L'ittero da latte materno va distinto anche da un'altra forma di ittero protratto a bilirubina non coniugata che compare nei primi giorni di vita e dura circa 3 settimane: l' iperbilirubinemia transi­toria familiare (§indrome di Lucey-Driscoll). Si ammette in causa un fattore sierico materno, passato nel feto per via transplacentare, inibitore della glicuronil­transferasi. Le madri, sono apparentemente sane, ma tutti i loro figli sviluppano questa condizione.